Voto in Francia, avanti la destra. Macron chiede blocco democratrico

Vatican News

Domenica 30 giugno il primo turno delle legislative in Francia. La destra al 33%, seguita dalla sinistra distante solo 5 punti percentuali. Più dietro Macron, fermo al 22%. Il capo di Stato francese chiede un blocco democratico e repubblicano per il secondo turno, che si terrà tra sette giorni

Andrea De Angelis – Città del Vaticano

Si è concluso il primo turno delle elezioni anticipate in Francia e a vincere sono Le Pen e Bardella, mentre il partito di Macron è terzo, dietro anche alla sinistra, unita nel Nuovo Fronte Popolare. Un votante su tre ha scelto l’estrema destra, nazionalista e antieuropeista, al punto che Bardella ha parlato ieri con alle spalle il solo tricolore francese, senza la bandiera continentale. Uno su due, però, ha scelto la sinistra o il centro, ed è da qui che riparte il presidente francese Macron, in vista del secondo turno di domenica prossima, 7 luglio. “Di fronte alla destra, è giunto il momento di una manifestazione ampia, chiaramente democratica e repubblicana per il secondo turno”, il commento del Capo di Stato, che si rallegra di un’affluenza record, superiore al 66%. 

I risultati

Il 33% dei votanti ha dunque scelto la destra, 28 i punti percentuali per la sinistra, 22% al centro. Mentre i sindacati invitano a formare un blocco anti Le Pen, quest’ultima attacca: il blocco spazzato via è quello di Macron. La leader della destra ha già strappato la sua rielezione al primo turno. “Se eletto – ha detto Bardella – sarà il premier di tutti i francesi, ma intransigente sulla politica che attueremo”. Su un punto tutti i candidati sembrano d’accordo: il voto di domenica 7 luglio sarà tra i più importanti della Quinta Repubblica.

Il secondo turno

Ora nel campo progressista è partito il gioco delle rinunce per favorire i candidati più capaci di battere l’estrema destra, con la combinazione tra le sinistre e i macroniani in cerca di una intesa per un eventuale maggioranza di larghe intese. Per essere eletto al primo turno alle legislative francesi, infatti, un candidato deve ottenere la maggioranza assoluta dei voti validi. Accedono al secondo turno tutti i candidati che hanno ottenuto almeno il 12,5% dei voti degli iscritti. Jean-Luc Mélenchon, da sinistra, ha tuonato: “Neppure un voto andrà alla destra, ovunque saremo terzi ritireremo il nostro candidato”. Stessa linea assunta poi da Raphael Glucksmann, il leader di Place Publique, tra i principali esponenti della coalizione Nuovo Fronte Popolare.