Urgenze e speranze ad Haiti nelle parole del nunzio Molina

Vatican News

Xavier Sartre – Città del Vaticano

Ad Haiti regna l’insicurezza e in particolare è molto pericolosa la situazione nella capitale Port-au-Prince. Lo sottolinea monsignor Francisco Escalante Molina – nunzio apostolico nel Paese -, parlando di un tessuto sociale da ricostruire.

Ascolta l’intervista con monsignor Francisco Escalante Molina

“Il problema principale – dice il nunzio – è la povertà dovuta alla mancanza di lavoro. Purtroppo le bande di criminali sono sempre pronte a reclutare giovani e a pagarli” spiega, aggiungendo che “in tanti ad Haiti mangiano a malapena una volta al giorno. La situazione – afferma – è molto peggio di quella che si conosce in alcuni Paesi africani”.

L’amore della popolazione per le suore

Monsignor Molina spiega che “i sequestri sono un modo per fare soldi e che anche alcuni religiosi sono stati sequestrati chiedendo il riscatto. Questo non significa però – aggiunge – che la popolazione non si renda conto dell’impegno straordinario dei religiosi, in particolare delle suore di Madre Teresa. Con la macchina delle suore ben conosciuta – dice – si può girare per il Paese riscontrando l’amore e la riconoscenza che la gente ha per loro”.

L’importanza dell’educazione

Il contributo più lungimirante della chiesa ad Haiti è quello per promuovere e sostenere l’educazione, contribuendo con la gestione di istituti specifici oppure con aiuti alla popolazione in termini di sostegno alle famiglie e materiale scolastico. Monsignor Molina lo sottolinea spiegando che in alcuni casi le famiglie degli stessi briganti che imperversano ci tengono a mandare a scuola i propri figli negli istituti dove le suore possono seguirli perché sanno l’importanza della scolarizzazione, sanno che può essere l’unica alternativa a percorsi criminali.

Il ricordo di Suor Luisa 

Proprio in uno scontro a mano armata, forse per rapina, è rimasta uccisa a giugno scorso Suor Luisa Dell’Orto,  lecchese, colpita nella capitale Port-au-Prince dove operava. La religiosa era nell’isola da 20 anni. Secondo quanto riferito dall’arcidiocesi milanese, suor Luisa è stata vittima di un’aggressione armata – ricorda il nunzio Molina – mentre si trovava nella macchina con autista colpita da un’altra vettura. Gravemente ferita, è stata portata d’urgenza all’ospedale Bernard Mevs, dove si è spenta poco dopo, due giorni prima di compiere 65 anni.

Tensioni sociali e proteste

Nell’attualità si registrano in continuazione  manifestazioni di protesta da parte della popolazione scontenta per tutte le difficoltà. Ma monsignor Molina avverte: “Bisogna saper distinguere tra le rivendicazioni popolari e alcune manifestazioni che rischiano di essere strumentalizzate dai partiti politici, che – ricorda – sono almeno 200 nel Paese, a dimostrazione di una forte disgregazione sociale”.

In fuga

L’insostenibile crisi economica e politica unita alla violenza inarrestabile che affligge il Paese spingono i cittadini haitiani a cercare la sopravvivenza oltre i confini nazionali. Tanti fuggono o cercano di fuggire, conferma il nunzio, parlando in particolare dei giovani che non vedono di fronte a loro un futuro. Si dirigono come noto soprattutto verso gli Stati Uniti. Ma monsignor Molina ricorda che in molti di recente sono stati respinti e rimandati indietro.

Su imbarcazioni inadeguate

A maggio scorso c’è stato – ricorda tra gli altri il nunzio –  il caso di 842  persone migranti,  tra cui 97 donne e 70 bambini, che sono stati soccorsi nelle vicinanze della costa cubana Caibarién, dove hanno ricevuto assistenza sanitaria. L’imbarcazione sulla quale viaggiavano con direzione gli Stati Uniti sarebbe stata lasciata alla deriva dopo che il capitano l’aveva abbandonata, secondo il racconto dei migranti haitiani. “Ma poi sono stati – sottolinea – rimpatriati”.