UNRWA: la sospensione dei finanziamenti lascerà due milioni di persone alla fame

Vatican News

Mentre si indaga sulle accuse verso alcuni dipendenti di coinvolgimento negli attacchi di Hamas del 7 ottobre, la direttrice dell’agenzia Onu di aiuti ai palestinesi in Europa, Marta Lorenzo, avverte: più della metà dei rifugiati sono bambini e vista l’intensità del conflitto si profila un quadro spaventoso per molte più persone ancora

Devin Watkins – Città del Vaticano

“Se i donatori non cambieranno la loro decisione, entro la fine di febbraio non saremo più in grado di fornire assistenza salvavita a oltre 2,2 milioni di persone”. A dirlo, al microfono dei media vaticani è Marta Lorenzo, direttrice dell’Ufficio di rappresentanza dell’UNRWA per l’Europa, dopo che diversi Paesi donatori hanno sospeso i finanziamenti all’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei rifugiati palestinesi in Medio Oriente, a seguito delle accuse che hanno investito l’Agenzia stessa. 

In corso le indagini per verificare le accuse al personale 

Il 26 gennaio, l’UNRWA ha reso note, infatti, le accuse mosse da Israele, secondo cui diversi membri del suo personale sarebbero stati coinvolti nell’attacco di Hamas del 7 ottobre che ha scatenato la guerra tra Israele e Hamas a Gaza. Philippe Lazzarini, commissario generale dell’UNRWA, ha immediatamente rescisso i contratti dei membri del personale accusati e ha chiesto un’indagine sulle accuse che, come conferma Marta Lorenzo, l’Ufficio delle Nazioni Unite per la supervisione interna di New York, un organismo dell’Onu indipendente dall’UNRWA, sta conducendo. “Come organizzazione umanitaria delle Nazioni Unite, continuiamo a sottolineare che abbiamo tolleranza zero per qualsiasi presunto incidente di questo tipo”, dichiara Lorenzo. Intanto, almeno sedici Paesi hanno sospeso i finanziamenti all’Agenzia, tra cui gli Stati Uniti e la Germania, che insieme contribuiscono con 546 milioni di dollari al bilancio annuale, pari a 1,16 miliardi di dollari.

La spina dorsale della risposta umanitaria a Gaza

La sospensione dei finanziamenti indebolirà presto gli aiuti umanitari ma anche il supporto educativo fornito ai più piccoli dall’UNRWA.  “Stiamo parlando di più di un milione di persone che si rifugiano nelle nostre installazioni – afferma -. Noi siamo infatti la spina dorsale della risposta umanitaria a Gaza”. E aggiunge: “Sapendo che più della metà dei rifugiati palestinesi sono bambini e che il conflitto sta proseguendo con intensità, abbiamo di fronte a noi in prospettiva molte più persone affamate che vivranno in condizioni spaventose.”

Mantenere la stabilità in Medio Oriente

L’UNRWA fornisce anche “servizi e supporto salvavita a milioni di palestinesi in Palestina, Libano, Giordania e Siria, tra cui assistenza alimentare, alloggi, istruzione, acqua, servizi igienici e igiene”. Lorenzo sottolinea che il lavoro dell’Agenzia contribuisce a mantenere la stabilità in tutto il Medio Oriente. “Quando parlo di istruzione – afferma – mi riferisco all’istruzione di oltre mezzo milione di bambini e di servizi sociali per i più poveri tra i poveri, quelli che vivono con meno di 1,80 dollari a persona al giorno”. L’UNRWA è stata fondata nel 1949 con il mandato di fornire assistenza ai rifugiati palestinesi sfollati a causa della guerra arabo-israeliana del 1948. “Il nostro lavoro è molto, molto importante al di là di Gaza”, conclude la direttrice.