Una Commissione per indagare sugli abusi commessi contro i minori nella Chiesa portoghese

Vatican News

Anna Poce – Città del Vaticano

Nella capitale portoghese, presso la Fondazione Calouste Gulbenkian, c’è attesa oggi pomeriggio per la conferenza stampa di presentazione del team e dell’agenda di lavoro della Commissione indipendente, annunciata dalla Conferenza episcopale portoghese (CEP) nella sua ultima Assemblea Plenaria, svoltasi dall’8 all’11 novembre, a Fatima, per indagare sugli abusi sessuali nella Chiesa cattolica.

“Dare voce al silenzio”

Con il motto “Dare voce al silenzio”, l’organizzazione, coordinata da Pedro Strecht, neuropsichiatra infantile, e formata da un team di professionisti provenienti da diversi campi – dalla giustizia alle scienze sociali -,  si propone di raggiungere tutte le vittime degli abusi, chiedendo loro di parlare. “Invitiamo tutti coloro che possono essere stati vittime di questi crimini atroci di parlare, di raccontare finalmente e senza paura quello che gli è successo”, ha affermato Strecht nel corso di una conferenza stampa – riporta l’agenzia ECCLESIA –, svoltasi lo scorso 2 dicembre a Lisbona. “Anche di fronte alle naturali esitazioni, del tutto accettabili di fronte a situazioni che possono durare da decenni, toccando ora argomenti che non si vogliono riproporre, vi prego di fidarvi della vostra voce interiore – ha aggiunto – e dell’utilità di condividerla affinché nulla di simile possa continuare ad accadere”. Sottolineando come sia sempre più difficile per le vittime, con il passare degli anni, “osare parlare”, Strecht ha spiegato come si conosca “sempre solo una piccola parte di tutto ciò che può essere accaduto nella realtà; cioè, ciò che alla fine emerge da qualsiasi studio o indagine non è mai tutto, ma piuttosto la parte possibile delle narrazioni”. Il medico, a dicembre, ha presentato anche i principi guida del lavoro, “lungo e complesso”, che si svilupperà a partire da questo mese, sottolineando che non si tratterà di un lavoro di “indagine giudiziaria o penale”.

Costruire un futuro migliore

La Commissione, cui è richiesta “discrezione e segretezza” e la garanzia dell’anonimato a tutti coloro che vorranno collaborare, è organizzata in modo “autonomo e indipendente” dalla stessa Chiesa cattolica. Essa lavorerà con l’obiettivo di raccogliere le testimonianze di tutti coloro che vogliono denunciare gli abusi subiti e consegnerà un rapporto entro la fine dell’anno. “Non possiamo cambiare il passato – ha continuato il neuropsichiatra -, ma possiamo sempre costruire un futuro migliore, libero dal ripetersi di questo genere di situazioni con i vostri figli, nipoti, o semplicemente con tutti i bambini e gli adolescenti in cui possiamo certamente rivedere parti di noi stessi”, ha continuato Strecht che ha anche chiesto un “atteggiamento costruttivo” che, partendo da una parola di scusa, porti a un cambiamento culturale e a trasformazioni fondamentali.

Un cammino di verità

Da parte sua, monsignor José Ornelas, presidente della CEP e vescovo di Setúbal, parlando ai giornalisti, ha sottolineato l’importanza della “conoscenza della realtà” per trovare soluzioni. Egli ha precisato che proprio “con questo scopo in mente è stata creata questa Commissione indipendente per indagare”Ammettendo l’esistenza di situazioni dolorose, il presule ha espresso la speranza che questo “sia un cammino di verità, senza pregiudizi o coperture”. “Posso affermare molto chiaramente – ha detto il vescovo – che è questa realtà che vogliamo conoscere, nelle sue dimensioni, ma anche e soprattutto nei drammi che nasconde, per poter andare verso le persone che hanno subito queste tragedie, offrendo loro la possibilità di avere voce, di veder riconosciuta la loro giustizia e la loro dignità. È per queste persone che abbiamo intrapreso questo viaggio e sono la ragion d’essere fondamentale della Commissione”. Il vescovo di Setúbal ha espresso la disponibilità della Chiesa cattolica a collaborare con il lavoro del nuovo organismo, con tutti “i mezzi necessari”, quando gli è stato chiesto della possibile apertura degli archivi storici.  “Come Chiesa in Portogallo – ha concluso -, siamo i primi interessati a voler far luce su questo”. Il finanziamento della Commissione sarà a carico della CEP, pur essendo aperto ad altre collaborazioni della società civile.