Tutela Minori, padre Small: rafforzare l’impegno della Chiesa per i più vulnerabili

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Padre Andrew Small è stato nominato da Papa Francesco neo segretario della Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori. Missionario Oblato di Maria Immacolata e già direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionarie negli Stati Uniti,  il religioso si inserisce ora nell’organismo voluto dal Francesco con il compito di coadiuvarlo nel prendere “le iniziative più opportune per la protezione dei minori e degli adulti vulnerabili, sì da realizzare tutto quanto è possibile per assicurare che crimini come quelli accaduti non abbiano più a ripetersi nella Chiesa”. La Commissione – spiega ai media vaticani padre Small – promuove inoltre assieme alla Congregazione per la Dottrina della Fede la responsabilità delle Chiese particolari per la protezione di tutti i minori e degli adulti vulnerabili. 

Cosa significa per Lei la nomina di Papa Francesco a segretario della Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori?

Oltre ad essere un grandissimo onore personale, c’è una chiara indicazione che la Commissione sta entrando in una nuova fase, chiamata dal Santo Padre a definire l’importanza di salvaguardare ancora più ampiamente l’intera rete della Chiesa, includendo l’importante ruolo svolto dalla Curia Romana.

Quali sono le sue aspettative e il suo impegno per questo nuovo incarico così delicato e importante?

La mia prima priorità è conoscere i membri della Pontificia Commissione, che stanno facendo un lavoro straordinario anche se sono tutti volontari (la maggioranza sono laici di alto livello di formazione). Voglio assumere la mia guida nell’ascoltare coloro le cui vite sono state colpite e, in molti casi, crudelmente spezzate a causa di abusi sessuali. Ascoltare è importante e sapere quali sono i prossimi passi da compiere dalla Commissione stessa e, naturalmente, dall’ascolto dei sopravvissuti. Penso anche che bisogna creare nuove strade per impegnarsi con la Chiesa su tali questioni in modo che possano sentire che le strutture di responsabilità sono accessibili, sono trasparenti e che tutte queste misure possono essere valutate (meglio indipendentemente) per assicurare con una certezza oggettiva che stiamo creando una Chiesa dove i vulnerabili sono più protetti nella pratica e non solo in teoria.

Dopo il summit sulla protezione dei minori, Papa Francesco ha rafforzato la tutela dei minori. A che punto siamo, secondo lei? Cosa si deve fare ancora?

Penso che qualsiasi processo di implementazione debba vedere cosa funziona e cosa debba essere migliorato. Ancora una volta la Commissione deve essere protagonista in questo senso. Come abbiamo visto, è necessario espandere il concetto di protezione nella Chiesa per includere le persone vulnerabili. Anche direi che c’è una crescente priorità sulla necessità di responsabilizzare i leader della Chiesa.