Sudan, primo anniversario della guerra civile: si aggrava la crisi umanitaria

Vatican News

Il 15 aprile del 2023 scoppiava il conflitto nel Paese africano che ha causato il più alto numero di sfollati al mondo. Le Nazioni Unite hanno avvertito che l’emergenza umanitaria innescata dalle violenze è destinata a peggiorare drammaticamente nei prossimi mesi. Oggi a Parigi una conferenza internazionale dei donatori per discutere di come migliorare la fornitura di aiuti

Marco Guerra – Città del Vaticano

“La guerra potrebbe portare alcune regioni del Sudan alla carestia e l’emergenza potrebbe estendersi ai Paesi africani limitrofi a meno che i combattimenti non finiscano”. Le Nazioni Unite hanno lanciato lo scorso venerdì 12 aprile un nuovo monito sulla situazione in Sudan, in vista del primo anniversario dello scoppio del conflitto, che ricade oggi, 15 aprile, tra l’Esercito regolare comandato da generale al-Burhan e i paramilitari delle Forze di Supporto rapido (RSF) del generale Dagalo. Una guerra che ha bloccato il difficile processo di transizione democratica, che era timidamente iniziato dopo decenni di potere esercitato dal presidente Omar al-Bashir

Oltre 10 milioni di sfollati

Durante quest’anno di violenze, il Darfur e la capitale Khartoum sono state le aree più interessate dai combattimenti. La guerra ha provocato circa 15 mila morti, molti dei quali civili. Gli sfollati sudanesi sono circa 10, 7 milioni, il più alto numero al mondo, di questi oltre due milioni hanno trovato rifugio nei Paesi confinanti. Il 50% dei bambini e delle bambine, almeno 14 milioni, ha bisogno di assistenza umanitaria. Le Ong in questi giorni parlano di attività umanitaria in crescente difficoltà. In una nota, Medici Senza Frontiere sostiene che si tratta di “una delle peggiori crisi mondiali degli ultimi decenni, il Sudan sta affrontando una colossale catastrofe causata dal genere umano”. Emergency riferisce che Khartoum è una città fantasma e che Port Sudan ha ormai le sembianze di un enorme campo profughi. La città sul Mar Rosso ospita oltre 500 mila sfollati tra cui molti membri della Chiesa locale fuggiti dalla capitale.

Gli schieramenti sul terreno

Dal punto di vista militare, sul campo le Forze di Supporto Rapido controllano gran parte di Khartoum, quasi tutto il Darfur e ampi spazi del Kordofan; mentre l’esercito ha recentemente riconquistato Omdurman, grande agglomerato urbano dall’altra parte del Nilo rispetto alla capitale, e controlla il nord e l’est del Paese, compreso il principale porto del Sudan sul Mar Rosso. Entrambe le parti hanno commesso abusi, affermano le Nazioni Unite e gli Stati Uniti.

La conferenza di Parigi

Intanto oggi, nel giorno in cui ricorre il primo anniversario della guerra, a Parigi si tiene una Conferenza internazionale per il Sudan, dove governi, donatori e organizzazioni umanitarie discuteranno su come migliorare la fornitura di aiuti umanitari. L’evento, organizzato dal governo francese, è stato fortemente criticato dal ministero degli Esteri sudanese, che ha condannato il fatto che la Francia ospiti una conferenza umanitaria per il Sudan “senza consultare il governo del Sudan o coordinarsi con esso e senza la sua partecipazione”.