Scuola Sinderesi, un libro su Città del Messico tra antiche e nuove complessità

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Neocolonialismo e cancel culture; democrazia e deriva autoritaria; machismo ed emancipazione femminile; migrazioni e reti qualificate; tradizione guadalupana ed emergenza delle nuove religiosità; sviluppo sostenibile e povertà endemiche; moderni criteri di amministrazione e persistenti disuguaglianze. Dopo il volume su Roma, nel contesto di una ricerca triennale sulla qualità di vita nelle metropoli come destino della globalizzazione, Scuola Sinderesi, del Centro “Alberto Hurtado” della Pontificia Università Gregoriana, presenta il risultato delle sue ricerche sulla capitale messicana compiute durante l’AA 2021-2022.

Tre piste di lettura

Città del Messico, a 700 anni dalla sua fondazione e 200 dall’indipendenza nazionale, rappresenta infatti, con i suoi 21 milioni di abitanti, un contesto privilegiato per comprendere lo strutturarsi odierno dei modelli di sviluppo della società latinoamericana, tra eredità storica e sfide attuali. Nel saggio presentato al pubblico, i contributi di esperti nel campo delle scienze storiche, religiose, politiche, economiche, giuridiche e sociali, abilitano ai tre successivi percorsi di approfondimento: sui criteri normativi che regolano l’amministrazione di questa megalopoli; sul suo sviluppo a confronto con gli attuali parametri di sostenibilità; sul carattere paradigmatico di un quartiere come Santa Fè.

Una “via latinoamericana”

La raccolta di queste analisi intende far luce sui molti elementi in gioco, volti a descrivere il tentativo di una “via latinoamericana” per configurare una città moderna, “a misura d’uomo”, in quest’epoca di grandi cambiamenti che invitano ad originali tentativi di organizzazione sociale. Come diceva Papa Francesco terminando la sua Visita Apostolica nel 2016: “Molti uomini e donne, con il loro impegno quotidiano, aprono sentieri di speranza per l’intera società messicana”.

La presentazione sarà introdotta dal rettore dell’Università Gregoriana e dal direttore della Sede romana della Fondazione Adenauer, fra gli interventi quello della vaticanista messicana Valentina Alazraki, dell’ambasciatore del Messico presso la Santa Sede e del Segretario della Pontificia Commissione per l’America Latina.