Sassoli: Papa Francesco, faro per l’Europa

Vatican News

Federico Piana – Città del Vaticano

Il rischio dei populismi, l’accoglienza dei migranti, la difesa della vita. E poi il sano rapporto degli Stati membri con le istituzioni europee. Nel giorno in cui – il 17 dicembre – Papa Francesco compie 85 anni, David Sassoli, presidente dell’Europarlamento, ringrazia il Pontefice “per il suo magistero che parla al mondo” e si sofferma sulle sollecitazioni che ha recentemente dedicato all’Europa. “Sappiamo – dice- quanto Francesco sia rispettato ed ascoltato. Le sue parole, anche quelle dedicate al nostro continente, sono rivolte ad ogni nazione e indicano come il mondo dovrebbe veramente essere”.

Ascolta l’intervista a David Sassoli

Nel suo recente viaggio a Cipro ed in Grecia, Papa Francesco è tornato a mettere in guardia l’Europa dai pericoli dei populismi e dell’arretramento della democrazia. Che effetto le hanno fatto quelle parole?

Il confronto tra sistemi autoritari e democrazia efficiente è un tema all’ordine del giorno. Si vuole dimostrare che i sistemi autoritari rispondano meglio alle esigenze dei cittadini, ma non è vero. La mancanza di libertà è un handicap anche per lo sviluppo delle nostre società. L’Europa si trova in una condizione molto particolare: ci sono delle istituzioni europee che, ad esempio, credono che una politica umana sull’immigrazione e sull’asilo possano e debbano essere realizzate ma poi ci sono alcuni Stati nazionali che si mettono di traverso. Questi Stati, utilizzando sistemi di veto e di democrazia non funzionante, non ci fanno fare passi in avanti. E tutto ciò il Papa lo ha sottolineato con grande forza. Noi abbiamo bisogno di riscoprire un’Europa che non sia solo mercato ma soprattutto valori ed umanità.

Secondo lei, qual è la strada per evitare di cadere nel tranello dei populismi?

La strada è la convenienza. Bisogna far capire agli Stati nazionali che una politica europea sull’immigrazione è conveniente per tutti. Non solo perché mostrerebbe il volto umano dell’Europa ma anche perché sarebbe un elemento di ordine e non di caos. Ecco, credo che lavorare sulla convenienza di tutti sia la via giusta per superare questo egoismo degli Stati nazionali che non consentono all’Europa di manifestare in pieno la propria vocazione. Oggi, l’Europa è un punto di riferimento nel mondo per una serie di valori che caratterizzano le nostre società, il nostro stile di vita, la nostra libertà: tutto questo deve essere rafforzato. Il Papa ci invita a farlo e credo che da parte delle istituzioni europee ci sia la disponibilità all’ascolto e alla condivisione del suo messaggio. Dobbiamo, però, convincere gli Stati nazionali.

La democrazia dei meccanismi europei, oggi, ha bisogno di essere aggiornata?

Sì. Una democrazia che non risponde ai problemi delle persone non fa innamorare nessuno. Noi abbiamo la necessità di rivedere alcuni meccanismi: penso al diritto di veto, al criterio dell’unanimità. Mi chiedo: ma quale democrazia può vivere rinviando i propri problemi essendo, talvolta, nelle mani di taluni che impongono veti per l’adozione di iniziative o proposte? Noi abbiamo lanciato una conferenza sul futuro dell’Europa che ha l’ambizione di voler essere un laboratorio per cercare di capire come la democrazia europea debba essere riformata.

Il sogno del Papa per l’Europa è anche un altro: vedere rinascere il continente attraverso il rispetto di ogni vita umana, dal concepimento alla morte naturale…

In Europa ci sono molte sensibilità diverse e tutte hanno dignità. La democrazia ha il compito di portare tutto questo a unità. L’Europa che rispetta la vita è l’Europa che vorremmo.