Sant’Alessandro, il soldato che ha dato la vita per Gesù

Vatican News

Amedeo Lomonaco – Città del Vaticano

La città di Bergamo, come ogni anno,  ricorda il 26 agosto il suo patrono Sant’Alessandro. Il tema scelto per le festività di questo 2021 è la fiducia, da declinare in un tempo come quello attuale della pandemia che ha provocato tanto dolore e sofferenze nel territorio di Bergamo. Un tema, sottolinea il settimanale della diocesi bergamasca, “che il Comune e la Diocesi vogliono offrire come spunto di riflessione in un periodo in cui avere fiducia, nel prossimo, nelle istituzioni, sembra più faticoso”. La cattedrale di Bergamo custodisce diverse opere d’arte dedicate al Santo patrono, tra cui la Grande Pala posta al centro dell’abside che raffigura il “Martirio di Sant’Alessandro”. La vicenda di questo Santo riportata nel dipinto, eseguito nel 1694 dal pittore napoletano Nicola Malinconico, offre diversi spunti sul tema della fiducia. La fiducia aiuta nelle difficoltà. “La fede di Alessandro è totale, non si lascia scalfire nemmeno in prossimità della morte”. La fiducia rende più umani. “Ad Alessandro, soldato della legione Tebea – ricorda inoltre il settimanale diocesano – è ordinato di perseguitare i cristiani ma egli rifiuta, consapevole di rischiare la propria vita per risparmiare quella di altri”. La fiducia genera fiducia. Nel dipinto incastonato nella cattedrale di Bergamo “attorno al Santo, oltre ai suoi assassini, sono raffigurati molti volti, uomini e donne, molti dei quali grazie a lui si sono convertiti alla fede cristiana, si sono fidati della sua predicazione”.

Camminare insieme

Per Bergamo sono questi giorni scanditi da celebrazioni liturgiche e da momenti di preghiera. Il vescovo della diocesi, monsignor Francesco Beschi, ha accolto nella serata del 25 agosto i pellegrini che dalla Basilica di Sant’Alessandro in Colonna sono andati in Duomo.  Il presule, così come ha fatto negli ultimi anni, avrebbe dovuto attendere in cattedrale i partecipanti al cammino. Monsignor Beschi, riferisce il quotidiano “L’eco di Bergamo”, si è messo invece in cammino con il gruppo di persone che, pregando, ha raggiunto il cuore di Città Alta, il duomo della città. In cattedrale il vescovo ha poi spiegato che camminare insieme è “una regola di vita”.  Le giornate dedicate al Patrono si concluderanno con la reposizione delle reliquie la sera del 4 settembre.

La vita e il martirio di Sant’Alessandro

È tra il terzo e il quarto secolo che si snoda la vita del patrono di Bergamo. Alessandro, raffigurato tradizionalmente in veste di soldato romano, appartiene alla legione Tebea ed è un comandante di centuria. Quando la legione viene spostata in Occidente, riceve l’ordine di ricercare i cristiani contro i quali era stata scatenata una persecuzione. I legionari, anche loro cristiani, si rifiutano di eseguire l’ordine e vengono sterminati. Alessandro è uno dei pochi superstiti. Dopo essere arrivato a Milano, viene riconosciuto e incarcerato. Viene condannato a morte per decapitazione ma riesce a fuggire e raggiunge Bergamo. Inizia a predicare e a convertire molte persone. Viene nuovamente catturato. E subisce il martirio: la decapitazione viene eseguita pubblicamente il 26 agosto del 303 nel luogo dove oggi, a Bergamo, sorge la chiesa di Sant’Alessandro in Colonna.

Sulla strada di Gesù

Anche oggi, nel mondo, tanti cristiani sono perseguitati e, come Sant’Alessandro, danno la vita per la propria fede. “Il martirio – ha detto Papa Francesco all’udienza generale dell’11 dicembre 2019 – è l’aria della vita di un cristiano, di una comunità cristiana. Sempre ci saranno i martiri tra noi: è questo il segnale che andiamo sulla strada di Gesù. E’ una benedizione del Signore, che ci sia nel popolo di Dio, qualcuno o qualcuna che dia questa testimonianza del martirio”.