Presentato il docufilm “La Lettera” ispirato alla Laudato si’

Vatican News

Amedeo Lomonaco – Città del Vaticano

Nel giorno della Festa di San Francesco è stato presentato, nella Sala Stampa della Santa Sede, il film intitolato “La Lettera” sul potere dell’umanità di fermare la crisi ecologica. Il dialogo esclusivo con il Pontefice, raccontato nel film, offre approfondimenti sulla storia personale di Papa Francesco e scorci inediti sul suo insediamento. I protagonisti di questo documentario, che alle 18.30 viene proiettato in anteprima mondiale in Vaticano nell’Aula nuova del Sinodo, sono un indigeno dell’Amazzonia, un rifugiato del Senegal, una giovane attivista indiana e due scienziati statunitensi. Voci in rappresentanza di altre voci, spesso inascoltate, sulle criticità legate ai cambiamenti climatici. Tra le immagini del documentario, alcune sono dedicate al cardinale Raniero Cantalamessa che ricorda le radici francescane alla base del messaggio dell’enciclica Laudato si’. Il docufilm “La Lettera”, disponibile gratuitamente attraverso un servizio di streaming sul canale YouTube Originals (doppiato in italiano dal 21 ottobre), è stato prodotto dal team di “Off the Fence”, vincitore di un premio Oscar, in collaborazione con il movimento Laudato si’ e i Dicasteri per la Comunicazione e per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale.

Trailer del docufilm “La Lettera”

La crisi ecologica riguarda tutti

La conferenza stampa si è aperta con l’intervento del cardinale Michael Czerny, prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano integrale. Il porporato ha sottolineato che “nella sua enciclica Laudato si’ Papa Francesco desidera entrare in dialogo con tutte le persone sul pianeta Terra, la nostra casa comune. La crisi ambientale non è un problema che riguarda solo i cattolici. Riguarda tutti, ora e per le generazioni future. Questo film è un grido d’allarme per le persone di tutto il mondo: dobbiamo agire insieme, e dobbiamo farlo ora”.  

Ascolta l’intervista al cardinale Czerny

Alla presentazione del docufilm è intervenuto anche Hoesung Lee, presidente del Gruppo Intergovernativo di Esperti sul Cambiamento Climatico, che si è soffermato sull’importanza dell’alleanza tra fede e scienza per arginare i molteplici rischi legati ai cambiamenti climatici. La comunità scientifica accoglie con favore l’opportunità di confrontarsi con artisti e persone di fede. Sia la fede sia l’arte, ha spiegato, possono ispirare un’autentica azione collettiva per il clima. Per il regista Nicolas Brown, che ha illustrato la struttura del documentario, la sfida più seria per l’umanità è quella di affrontare il duplice problema del cambiamento climatico e della perdita di biodiversità. 

Agire insieme per arginare gli effetti dei cambiamenti climatici

La presidente del Consiglio di Amministrazione del Movimento Laudato si’, Lorna Gold, ha ricordato che che il messaggio di Francesco è rivolto a tutti: ogni essere umano può dare il proprio contributo per difendere la casa comune. I segni della catastrofe ecologica, ha osservato, sono ovunque. Questo film mette in luce le tragiche conseguenze dell’inazione, ma indica anche la strada da seguire.

Ascolta l’intervista a Larna Gold

Alla conferenza stampa è intervenuto infine uno dei protagonisti del film. Si tratta di Cacique Odair “Dadá” Borari capo generale del Territorio Indigeno Maró, Pará (Brasile) che ha indicato una priorità: quella di difendere il territorio dell’Amazzonia. “Parlo in nome della foresta e della popolazione indigena che lotta per chiedere giustizia”. “Spero che i presidenti di tutti i Paesi possano unire i loro sforzi per trovare una soluzione e difendere l’Amazzonia”. Speriamo, ha aggiunto, che il nuovo presidente del Brasile possa costruire una “nuova politica” in cui non ci sia spazio per la distruzione della foresta.