Polonia: una domenica di Marce per la vita e la famiglia in 10 città

Vatican News

Con lo slogan “Uniti per la vita, la famiglia e la patria”, si tengono questa domenica Marce per la vita e la famiglia in una decina di città della Polonia. Da aprile a ottobre, se ne svolgono in oltre 50 città, e la Conferenza Episcopale Polacca incoraggia la partecipazione dei fedeli. il coordinatore della marcia Kwaśniak: “Vogliamo esprimere la nostra opposizione alle azioni che minano i diritti alla vita dal concepimento alla morte naturale”

Karol Darmoros – Varsavia

In questa domenica di giugno, le marce con lo slogan “Uniti per la vita, la famiglia e la patria”, percorrono le strade di Varsavia, Cracovia e Danzica, ma anche di città più piccole, come Łęczna, Gryfic o Dzierżoniów. La marcia nella capitale è iniziata alle 11.30 con la Messa nella chiesa di S. Aleksandra a Piazza Tre Croci. In seguito i partecipanti si sono spostati sotto il Parlamento e l’ufficio del Primo Ministro e la marcia è conclusa davanti al Monumento al Maresciallo Józef Piłsudski al Belvedere. 

Le Marce per la vita

“Andiamo in questi edifici delle autorità pubbliche per esprimere preoccupazione per le attività che attaccano l’ordine sociale e morale e facciamo appello alle autorità affinché abbandonino questo tipo di azioni, che minano i diritti alla vita dal concepimento alla morte naturale, e rispettino i principi che derivano dalla fede cristiana e dalla civiltà latina” sottolinea il coordinatore delle Marce per la vita e la famiglia Paweł Kwaśniak, del Centro per la vita e la famiglia. E chiarisce che l’obiezione non riguarda solo i quattro progetti in corso al Parlamento che estendono la liceità dell’aborto anche alla 12.ma settimana di vita del nascituro. Il Centro per la Vita e la Famiglia si oppone anche ai tentativi di negare il principio dell’educazione dei figli, da parte dei genitori, secondo la propria coscienza. La Marcia per la Vita e la Famiglia a Varsavia sarà accompagnata dalla campana “La voce dei non nati”, che suonerà lungo il percorso della marcia. “Per risvegliare le coscienze di deputati, senatori, membri del governo, il primo ministro e il presidente”, osserva Paweł Kwaśniak. 

Varsavia, una precedente edizione della Marcia per la Vita

Le marce come grandi riunioni di famiglia

Nell’intervista a Radio Vaticana-Vatican News, Kwaśniak richiama l’attenzione sulla natura nazionale delle Marce per la Vita della Famiglia, che in molte città in molti luoghi sono l’evento pubblico più importante dell’anno. Inoltre, le marce sono una grande opportunità per integrare le famiglie che si incontrano in picnic multi-generazionali. “Diamo tanto spazio alle famiglie, specialmente a quelle numerose, per mostrare all’intera società che tali famiglie esistono, che allevano figli, che l’amore coniugale può essere bello, basato sulla responsabilità, il cui frutto sono i figli accettati nel mondo e cresciuti da coniugi che si amano. Attraverso questo esempio – prosegue Paweł Kwaśniak – le famiglie possono incoraggiare i giovani a formare la propria famiglia, coltivando amore e responsabilità”

La voce dell’Episcopato in difesa della vita

Le Marce per la Vita e la Famiglia si svolgono sotto il patrocinio della Conferenza Episcopale Polacca. “Abbiamo preparato e inviato ai fedeli una lettera pastorale in difesa della vita concepita. Sappiamo che la Chiesa difende la vita fin dall’inizio, è un grande dono di Dio ed è protetta da varie istituzioni, ma anche dalla Costituzione della Repubblica di Polonia, dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Ue, dalla Dichiarazione dei diritti umani” spiega l’arcivescovo Tadeusz Wojda, presidente della Conferenza Episcopale Polacca, che invita i fedeli a partecipare alle marce. Nella loro lettera, letta questa domenica nelle chiese, i vescovi polacchi sottolineano che la vita, “come valore supremo di ogni essere umano ed elemento fondamentale del bene comune, è un bene fondamentale, superiore alla libertà individuale degli altri”. “Pertanto – aggiungono – nessuno, in nome della libertà personale, ha il diritto di decidere della vita di un’altra persona”.