Peña Parra: Cristo tiene in piedi la Chiesa

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Paolo Ondarza – Città del Vaticano

“Il nostro fondamento è Cristo”, Lui è “la pietra angolare che tiene in piedi l’intero edificio”. Celebrando a Santo Domingo, come inviato speciale del Papa, la Messa per il centenario della dedicazione del Santuario Arcidiocesano di Nostra Signora di Altagracia, Madre e Patrona della Repubblica Dominicana, il sostituto per gli Affari Generali della Segreteria di Stato monsignor Edgar Peña Parra ricorda che “l’edificazione della Chiesa non è solo la costruzione di un’opera materiale, ma di un tempio vivente composto dai figli e dalle figlie di Dio, da cui sgorga l’acqua capace di dare vita al mondo”. Quell’acqua, spiega, è “la grazia di Dio” che “rinfresca e trasforma le anime dei fedeli”. Con la celebrazione si chiude il fitto programma, che ha segnato dal 14 agosto, la visita dell’arcivescovo nel paese del Centro America.

Con le porte aperte

“Le nostre comunità  devono avere sempre le porte aperte per accogliere tutti, affinché chiunque ci guardi possa sperimentare la presenza di Dio in mezzo a noi, ed essere trasformato dall’acqua viva che sgorga dal suo tempio, la Chiesa. Perché – prosegue Peña Parra – la sua grazia potente e feconda ci permette di trasformare la cultura della morte in una cultura della vita”.

Un lavoro artigianale

“L’edificazione della Chiesa – aggiunge – è un lavoro artigianale, che la Madonna ci insegna a compiere con umiltà, perché solo chi si riconosce piccolo è in grado di vedere Gesù”. Come Zaccheo, uomo di piccola statura che, per cercare sinceramente di sapere chi fosse il Signore e raggiungerlo con lo sguardo, si arrampica su un albero di sicomoro. “Siamo chiamati, come Zaccheo”, esorta il presule, “a cambiare i modelli di vita che ci allontanano dal Signore e a intraprendere iniziative che facciano risplendere la nuova vita e portino buoni frutti”.

Sperimentare il limite

“Con Zaccheo sperimentiamo sempre il limite, a volte non riusciamo a vedere con chiarezza i piani di Dio, e ci confondiamo anche nel tumulto di idee e modi di pensare che non sempre sono in accordo con il Vangelo. E anche se i nostri sogni sono alti, ci rendiamo conto che non sempre possiamo realizzare tutte le cose buone che ci proponiamo con le nostre sole forze”.

Ora, il nostro momento

“I cento anni di storia” della dedicazione del Santuario di Nostra Signora di Altagracia “ci mostrano che sono stati altri, a gettare le fondamenta di questa Chiesa dominicana, ma allo stesso tempo ci ricordano che questo è il nostro momento”. Seguendo l’ammonimento di San Paolo “ciascuno deve stare attento a come costruisce: perché la mondanità ci spinge a costruire strutture che spesso contraddicono il piano di Dio, che danneggiano la famiglia, che minacciano la vita, che feriscono i giovani e i loro sogni. Tuttavia”, conclude monsignor Peña Parra “non dobbiamo perdere la speranza, ma essere attenti, cercare il Signore con cuore retto, lasciarlo stare nella nostra umile dimora, che è la nostra coscienza, e lasciare che sia il fondamento su cui costruire la Chiesa e la società”.

Il Rosario del Papa

Al termine della celebrazione eucaristica il sostituto per gli Affari Generali della Segreteria di Stato a nome di Papa Francesco ha deposto ai piedi dell’immagine della Madonna un Rosario da lui benedetto come segno dell’amore e della devozione mariana del Vescovo di Roma, e anche come “pegno del suo affetto e della sua costante preghiera per tutto il popolo dominicano”. Lo scorso 15 agosto, nella Solennità dell’Assunzione della Vergine, il presule ha celebrato la chiusura dell’Anno giubilare Altagraciano, con cui si è commemorato il centenario dell’Incoronazione canonica della Vergine di Altagracia. “È come se Nostra Madre di Altagracia ci dicesse che la sua corona siamo noi, il Popolo Santo di Dio, tutta la Chiesa”.