“Out of Stage”, il tema della Biennale Musica 2022 di Venezia

Vatican News

di Marcello Filotei

Come l’Oscar, ma senza nessuno che si prende a schiaffi, il Leone d’oro alla carriera è un riconoscimento importante, che viene di solito assegnato a un compositore particolarmente attivo sulla scena internazionale e vicino per sensibilità artistica al tema del festival. Quest’anno la scelta della Biennale Musica di Venezia è caduta su Giorgio Battistelli, uno degli autori di teatro musicale più apprezzati nel panorama internazionale di oggi. Il 66. Festival internazionale di musica contemporanea, intitolato «Out of Stage», si aprirà e si chiuderà con un suo lavoro, una specie di cornice alla manifestazione che si svolgerà dal 14 al 25 settembre. Per la serata inaugurale, al Teatro la Fenice, è in programma un lavoro del 1987, il Jules Verne, una fantasia da camera in forma di spettacolo presentata in una nuova produzione che prevede la realizzazione di grandi scene sonore nel contesto del progetto scenico a cura di Angelo Linzalata. Battistelli sarà impegnato anche nella inedita veste di regista. Sarà suo, quindi, il compito di mettere in scena la teatralizzazione del gesto esecutivo, un elemento fondamentale della sua produzione, anche quella non pensata per la scena. A rappresentare questa nuova visione del teatro fatto di percussioni sarà l’ensemble Ars Ludi, al secolo Antonio Caggiano, Rodolfo Rossi e Gianluca Ruggeri, sulla scena internazionale da diversi decenni e vincitori del Leone d’argento 2022.

A chiudere il festival il lavoro più noto del compositore romano, Experimentum Mundi, «opera di musica immaginistica per un attore, quattro voci naturali di donne, sedici artigiani e un percussionista» che dal 1981 è stata eseguita centinaia di volte in tutto il mondo. La domanda da porsi è che ci fanno degli artigiani su un palco? Facile, lavorano. Mentre vengono recitate le didascalie delle illustrazioni dell’Encyclopédie illuministica di Diderot e D’Alembert, che descrivono gli attrezzi dei mestieri rappresentati sulla scena, risorge un autentico villaggio di suoni. Si tratta del paese di origine di Battistelli, Albano Laziale, dove vivono e lavorano coloro che in Experimentum Mundi sono performer delle loro stesse professioni: il pasticciere, i calzolai, gli arrotini, i falegnami, i bottai, i fabbri ferrai, i selciaoli, lo scalpellino, i muratori, con alcune mogli al seguito, a comporre il coro delle donne. Alla fine della rappresentazione ogni artigiano realizza sulla scena il proprio manufatto, in perfetta sincronia con i tempi musicali e teatrali previsti dalla partitura. Una drammaturgia del lavoro.

Tra questi due estremi temporali, come ha sottolineato il direttore artistico della Biennale Musica, Lucia Ronchetti, presentando il festival, c’è un programma che «tratteggia una larga prospettiva del teatro musicale contemporaneo e del ruolo delle nuove tecnologie, della multimedialità, con programmazione di realtà virtuale e realtà aumentata applicata al suono, secondo forme e generi nuovi». Si tratterà solo di nuove produzioni, prime assolute, con performer e compositori alla prima apparizione in Italia. Tutti artisti, sottolinea Ronchetti, che «restituiscono al teatro musicale contemporaneo, la denuncia di spoliazioni, di soprusi, di negazione dei diritti, di mancato riconoscimento e rispetto dell’identità di genere, che sono tuttora sotto i nostri occhi».

Particolare attenzione, anche in questa edizione, è stata riservata a Biennale College, il progetto dedicato alla formazione di giovani in varie settori artistici. Paul Hauptmeier presenterà una nuova installazione sonora site-specific che impiega la realtà aumentata; Timothy Cape e Daniil Posazhennikov creeranno due nuovi lavori di teatro strumentale; Gemma Ragués una nuova opera radiofonica con aspetti performativi; Tania Cortés e Jacopo Cenni saranno autori di due performance sperimentali con aspetti visivi e installativi; Kathryn Vetter, Dafne Paris, Federico Tramontana, Esther-Elisabeth Rispens saranno interpreti dei lavori di teatro strumentale di Georges Aperghis, François Sarhan e Carola Bauckholt.

Tutti i concerti saranno seguiti da undici giovani musicisti under 25, provenienti dai Conservatori del Nord Italia che, sotto la guida del drammaturgo e storico della musica Guido Barbieri, assegneranno il Premio alla miglior produzione di teatro musicale e il Premio alla miglior performance tra quelle in programma.