Olgiate Comasco, una comunità parrocchiale formata da pietre vive

Vatican News

La parrocchia dei Santi Martiri Ippolito e Cassiano nella cittadina in provincia di Como, celebra il centenario della consacrazione della chiesa avvenuto il 5 gennaio del 1924, dall’allora vescovo Menicatti. Questo pomeriggio alle 17, il cardinale Oscar Cantoni presiederà il pontificale solenne. Visitando la chiesa sarà possibile conseguire l’Indulgenza plenaria fino al prossimo 28 gennaio

Marina Tomarro – Città del Vaticano

Una Chiesa fondata sulle pietre vive, quelle della prima parrocchia edificata ad Olgiate Comasco e poi ricostruita per accogliere tutta la comunità che negli anni era cresciuta, comunità che diventa a sua volta pietra vivente di questo edificio sacro costruito con semplicità, fede, audacia e amore, che oggi compie cento anni. Lo ha voluto ricordare anche Papa Francesco in una lettera inviata lo scorso ottobre in occasione della Settimana Gerardiana per l’arrivo dell’urna con il corpo di san Gerardo de’ Tintori, santo a cui gli olgiatesi sono molto devoti, per averli liberati in passato da una terribile malattia. “La vostra comunità, – aveva scritto il Pontefice – già a partire dalla costruzione dell’edificio, esprime il forte legame che desiderate avere con la comunità dei santi. Infatti, la bella facciata della vostra Chiesa parrocchiale racchiude le nicchie che ospitano le statue dei santi Giovanni Battista, Ippolito, Cassiano e Antonio da Padova. Mentre internamente sono presenti gli affreschi di San Giorgio, di Sant’Ilario di Poitiers, e l’effigie della Madonna del Carmelo.”

Parole come un abbraccio

Messaggio accolto con grande gioia e che rende ancora più speciale questa ricorrenza. “Le parole del Papa sono state per noi un abbraccio”, racconta il preposto don Flavio Crosta. “È stata la conferma che lui era presente con noi non solo spiritualmente, ma anche attraverso una vicinanza fatta di parole rivolte solo a noi. Ci siamo sentiti in comunione con tutta la Chiesa universale, e ricordo che quando abbiamo letto la lettera, una nonna mi ha detto: il Papa è il Papa e a lui si obbedisce!”

Ascolta l’intervista a don Flavio Crosta

La comunità parrocchiale di Olgiate Comasco nella Settimana Gerardiana

Una ricorrenza attesa e preparata in parrocchia

“La nostra parrocchia è stata consacrata proprio alla vigilia della festa dell’Epifania – continua il preposto – una ricorrenza quindi che ci invita proprio a riscoprire la bellezza di essere comunità parrocchiale. Questa festa ci invita a riscoprirci pietre vive e ricercatori di quella verità che possiamo trovare solo in Cristo. Ci siamo preparati a questo momento sia attraverso degli incontri, ma anche con tante iniziative caritative che hanno coinvolto tutti, dalle famiglie ai ragazzi e naturalmente i nostri nonni, scoprendo che alla fine la santità appartiene al quotidiano, al bene fatto bene potremmo dire, in un gioco di parole”.

Le tante attività promosse dalla parrocchia

Una chiesa costruita pietra dopo pietra

E proprio attraverso i documenti storici si è scoperto che questa chiesa è stata costruita materialmente dai propri parrocchiani che hanno portato migliaia di pietre per poter erigere l’edificio “Le portarono dai luoghi dove lavoravano abitualmente – spiega don Flavio – i campi e le strade, e quando fu terminata si poteva ammirare non solo la bellezza della chiesa ma anche quella degli olgiatesi perché ancorati da sempre a quella pietra angolare che è Gesù, centro della nostra fede. I frutti sono stati tanti, come le numerose vocazioni alla vita consacrata, o chi ha abbracciato la missionarietà, partendo per terre lontane”.

La parrocchia è il centro vitale di questo paese e numerose sono anche le iniziative di solidarietà promosse nel territorio “Abbiamo diverse associazioni e strutture che si occupano dei più fragili – sottolinea ancora Crosta – Quando succede un’emergenza la comunità è sempre presente, c’è anche un buon rapporto con le altre religioni, io credo che la nostra parrocchia ha saputo dare molto nei secoli passati ma ha ancora tanto da dare e raccontare nella storia che verrà.”