Nigeria: dopo i funerali di padre Borogo, la protesta dei sacerdoti

Vatican News

Michele Raviart – Città del Vaticano

Oltre 700 sacerdoti cattolici in Nigeria hanno protestato pacificamente ieri nella diocesi di Kaduna, dopo il funerale di padre Vitus Borogo, rapito e ucciso la scorsa settimana da sconosciuti lungo la strada verso Kachia. Durante la manifestazione i sacerdoti hanno esposto alcuni cartelli con scritte di cordoglio e una richiesta alle autorità di intervenire per superare il clima di insicurezza nel Paese.

Il vescovo di Kaduna: Dio ci dà speranza

“Nella nostra confusione e nel nostro trauma, crediamo che Dio ci sia ed è questo che ci dà speranza e una ragione per vivere”, ha affermato monisgnor Matthew Ndagoso, arcivescovo di Kaduna, al funerale di padre Borogo, che si è celebrato nella Chiesa della Regina degli Apostoli. Il presule ha pregato per la famiglia della vittima e in particolare per il fratello minore di padre Vitus, rapito insieme a lui e ancora nelle mani degli aggressori.

Anche i rapitori possono redimersi

L’arcivescovo Ndagoso ha pregato anche per i rapitori. “Sono esseri umani e quindi non sono al di là della redenzione. Nessuno è al di là della redenzione”, ha detto Ndagoso. “È una nostra speranza e preghiera che Dio, quando vorrà”, ha detto, “tocchi i cuori di queste persone affinché depongano le armi e permettano ai loro concittadini di vivere una vita normale”.

Gli altri sacerdoti rapiti e uccisi

Tre settimane fa, sempre nello Stato di Kaduna, sono stati celebrati i funerali di padre Joseph Aketeh Bako, ucciso dai suoi rapitori senza che ne sia stato trovato il corpo, mentre poche ore dopo la morte di padre Borogo, il 26 giugno, nello Stato di Edo è stato rapito e ucciso padre Christopher Odia, mentre si preparava a celebrare la Messa nella Chiesa di San Michele a Ikabigbo-Uzairue.