Medio Oriente, ucciso comandante Hezbollah in Libano

Vatican News

Una settimana dopo l’uccisione del numero due di Hamas, Saleh Arouri a Beirut, Wissam Hassan Tawil, capo delle forze d’elite di Hezbollah, è stato ucciso in un villaggio a 6 km dal confine tra Israele e Libano. A Gaza, intanto, la guerra entra in una nuova fase. Atterrato ieri sera a Tel Aviv il segretario Usa Blinken per la sua missione contro l’escalation del conflitto nell’area

Roberta Barbi – Città del Vaticano

Nuovo obiettivo raggiunto nella guerra di Israele contro Hamas e i suoi alleati sciiti: ieri il comandante di Hezbollah, Wissam Hassan Tawil è stato ucciso mentre si trovava a bordo di un’auto nel villaggio di Majdal Selm, a circa 6 km confine con Israele. Il blitz è scattato all’indomani di un attacco di Hezbollah contro un centro di difesa aerea israeliana sul Monte Meron.

Il Libano dice sì alla risoluzione Onu

Intanto il ministro degli Esteri libanese Abdallah Bou Habib ha dichiarato che il Paese è pronto ad attuare la risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza dell’Onu che prevede il controllo totale dell’esercito fino al confine e il disarmo di Hezbollah che non potrà schierarsi a sud del fiume Litani. Dal canto suo, Tel Aviv è ferma sull’obiettivo di far tornare “almeno 80mila persone in sicurezza a casa in Galilea”.

Blinken arrivato in Israele

Il pericolo di un’escalation del conflitto nell’area è alla base del nuovo viaggio del segretario di Stato americano Antony Blinken – il quarto dall’inizio delle ostilità il 7 ottobre 2023 – che dopo l’Arabia Saudita ieri sera è atterrato in Israele: “La guerra non è nell’interesse di nessuno”, ha detto, sottolineando la necessità di costruire un futuro più sicuro anche attraverso la creazione di uno Stato palestinese a Gaza. Secondo indiscrezioni, tra gli obiettivi di Blinken c’è anche quello di ottenere una diminuzione dell’intensità dei combattimenti a Gaza, per consentire il graduale ritorno dei palestinesi nel nord della Striscia, ipotesi che Israele consentirebbe solo in cambio del rilascio di ulteriori ostaggi da parte di Hamas.

La situazione a Gaza

Intanto, la guerra sul fronte sud è entrata in una nuova fase caratterizzata da operazioni speciali e meno attacchi, sia aerei che via terra, per una maggiore protezione della popolazione civile. Nella Striscia, intanto, sono arrivati 202 camion di aiuti umanitari, trasportanti in primis cibo, acqua pulita e medicine. La situazione, comunque, resta drammatica: secondo le stime il bilancio delle vittime ha raggiunto quota 23mila.