Medio Oriente, attacco dell’Iran a Israele definito “imminente”

Vatican News

C’è preoccupazione su scala internazionale per una possibile offensiva dell’Iran contro Israele che potrebbe verificarsi nelle prossime 24-48 ore secondo l’intelligence americana. Gli Usa mandano rinforzi nell’area e fanno sapere che resteranno accanto all’alleato Israele

Roberta Barbi – Città del Vaticano

“Presente, reale e credibile”: così viene definita da fonti statunitensi la minaccia iraniana a Israele di un attacco che potrebbe essere massiccio, con un centinaio di droni e decine di missili verso il territorio israeliano e che sarebbe dimostrato dallo spostamento che Teheran starebbe facendo di risorse militari e missili da crociera all’interno del Paese. L’offensiva minacciata dall’Iran arriverebbe in risposta al raid israeliano in Siria della settimana scorsa contro un consolato iraniano in cui è rimasto ucciso, tra gli altri, anche un generale dei pasdaran.

Massima allerta in Israele

I segnali dell’allarme ci sono tutti: il premier israeliano Netanyahu ha convocato una riunione di “valutazione della sicurezza” a poche ore dal riposo del sabato con il ministro della Difesa Gallant, con il capo del Gabinetto di guerra Gantz e con i vertici militari, a partire dal capo di Stato maggiore Halevi. Lo stato di massima allerta, inoltre, è scattato nell’intero Paese: tutti i direttori generali dei vari ministeri sono stati invitati dal governo a tenersi pronti.  

La posizione degli Stati Uniti

Il presidente americano Joe Biden, dalla Casa Bianca, ha lanciato un appello a Teheran a non attaccare per evitare un’escalation nell’area, confermando il sostegno degli Stati Uniti all’alleato israeliano e l’aiuto in caso le minacce d’attacco diventino realtà, sotto la pressione internazionale, infatti, Teheran potrebbe anche optare per un’operazione su scala ridotta. Intanto, però, gli Usa stanno inviando rinforzi nell’area, dalla portaerei Eisenhower, che starebbe facendo rotta verso il nord del Mar Rosso, ad altre navi da guerra posizionate a proteggere le proprie forze in Medio Oriente, tentando “di intercettare qualsiasi arma lanciata contro Israele se sarà possibile farlo”.

Gli altri fronti

Dal Libano, Hezbollah avrebbe lanciato 40 razzi colpendo, sembra, anche una base israeliana a Ramot Naftali. Sul fronte sud, invece, si conterebbero una decina di morti nei bombardamenti israeliani su varie parti della Striscia di Gaza che si sarebbero concentrati in particolare nel centro, a Zarqa, secondo l’agenzia palestinese Wafa. Almeno otto razzi, inoltre, sarebbero stati lanciati dalla Striscia su Sderot, mentre dalla scorsa notte sono in corso operazioni militari israeliane in Cisgiordania. Infine, la denuncia dell’Onu sul vietato accesso, ieri, a due convogli umanitari da Israele verso Gaza City.