Le biblioteche mobili in Africa che portano libri ai bambini

Vatican News

Tra i progetti puntano a migliorare la scolarizzazione e le capacità di lettura nel continente quelli di bus, furgoni e carretti che girano le periferie delle grandi città e villaggi remoti. L’esperienza di iRead in Nigeria, che usa strumenti digiitali e favorisce la pubblicazione di libri di ragazzi per i loro coetanei

di Cosimo Graziani

Per affrontare il problema della scolarizzazione e delle capacità di lettura in Africa, negli anni scorsi sono nati numerosi progetti per raggiungere i minori nelle zone rurali, spesso inaccessibili e con poche infrastrutture. Alcune delle soluzioni trovate in questi anni sono furgoncini dotati di scaffali che girano tra i villaggi, biciclette oppure asini e cammelli che possono trasportare grandi quantità di libri senza correre il rischio di essere bloccati lungo la strada, come invece potrebbe accadere con altri mezzi di locomozione. Negli ultimi anni questo fenomeno, pur mantenendo il suo originario scopo, ha fatto affidamento a nuovi strumenti, in particolare quelli tecnologici.

Una rete diffusa

Le biblioteche mobili ci sono in tutta l’Africa: Etiopia, Nigeria, Tanzania e Zimbabwe. Nell’ultimo Paese opera dalla metà degli anni ’90 Rural Libraries and Resources Development Program (Rlrdp) che nei suoi anni di attività ha dato vita a quindici biblioteche mobili trainate da asini, centoventi biblioteche trainate da biciclette e trecento biblioteche comunitarie e scolastiche. La gestione delle biblioteche della Rlrdp prevedeva la fornitura di materiale, ovviamente libri, e la formazione di bibliotecari e di insegnati per la loro gestione, un aspetto che aveva ripercussioni più ampie sul tessuto sociale dei singoli villaggi. L’elemento di novità introdotto da questa ong stava nell’utilizzo di un computer alimentato a energia solare nei carri che giravano per il Paese. Nelle intenzioni, c’era l’obiettivo di facilitare l’accesso alle tecnologie di informazione e comunicazione, anche per gruppi svantaggiati della popolazione, donne e anziani, e per colmare il divario tra campagne e città nell’accesso a internet.

Gli autobus di libri a Lagos

Questo percorso è stato seguito anche da altre ong africane attive nel raggiungimento delle zone rurali con biblioteche mobili. È il caso di iRead in Nigeria, fondata nel 2004 dall’idea della giovane psicologa e imprenditrice sociale Funmi Ilori, la quale iniziò girando casa per casa con due ceste di libri a Lagos ed è arrivata ad avere una nutrita pattuglia di autobus che ogni settimana girano tra le città dell’omonimo Stato. Pur dovendo affrontare numerosi problemi nei primi anni della sua attività, tra i quali le richieste da parte delle istituzioni locali del pagamento di una tassa, iRead in questi anni è riuscita ad ottenere un enorme successo tra le famiglie dei bambini che hanno usufruito del servizio. Alcuni di loro nel 2023 sono addirittura riusciti a pubblicare dei libri per i loro coetanei per sensibilizzarli a tematiche ambientali come il riciclo, la protezione marina e la salvaguardia della fauna selvaggia. Anche iRead negli ultimi anni ha utilizzato la tecnologia per migliorare l’accesso dei bambini alla lettura. Se l’obiettivo di Funmi Ilori era in passato quello di far leggere più bambini possibili e portare le biblioteche più vicine a loro, adesso con la catalogazione online dei libri che la ong ha a disposizione il nuovo fine è anche quello di aumentare le abilità di utilizzo degli strumenti digitali e di rendere sempre accessibile alla consultazione dei bambini l’intero catalogo.