L’appello del Papa: la Terra geme e ci implora di fermare i nostri abusi

Vatican News

Adriana Masotti – Città del Vaticano

“Il tema di quest’anno: “Ascolta la voce del creato” possa favorire in tutti l’impegno concreto a prendersi cura della nostra casa comune”: lo ha detto Papa Francesco all’udienza generale ricordando che domani si celebra la Giornata mondiale di preghiera per la cura del creato e l’inizio del “Tempo del creato”, l’iniziativa che impegnerà, fino al 4 ottobre, tutta la Chiesa sul tema dell’ecologia integrale. “In balìa dei nostro eccessi consumistici – ha proseguito Francesco -, la sorella Madre Terra geme e ci implora di fermare i nostri abusi e la sua distruzione. Durante questo tempo del creato preghiamo affinché i vertici Cop27 e Cop15 dell’Onu possano unire la famiglia umana nell’affrontare decisamente la doppia crisi del clima e della riduzione della biodiversità”.

Il creato: un dolce canto e un grido amaro

Nel messaggio per la Giornata mondiale di preghiera per la cura del creato 2022, Papa Francesco sottolinea la difficile condizione in cui versa il nostro pianeta. Se da un lato, infatti, Francesco scrive che la voce della natura è un “dolce canto” di lode al Signore per quanto ha fatto, dall’altro essa è diventata oggi un “grido amaro che si lamenta dei nostri maltrattamenti umani”. Al grido della Terra, ricorda Francesco, si accompagna quello delle popolazioni più povere provate dai cambiamenti climatici, dalla siccità e dalle improvvise inondazioni, ma anche, appunto, dalla prepotenza e dalla sete di ricchezza di quanti, sordi alle esigenze del bene comune e delle generazioni future, non esitano a sfruttare illimitatamente acque e terreni. 

Decisioni politiche e nuovi stili di vita 

Il Papa si unisce, dunque, alle altre Chiese cristiane, al segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, alle istituzioni, agli scienziati, ai giovani, alle tante associazioni che invocano decisioni politiche serie per fermare il collasso del pianeta, ma sottolinea che è indispensabile anche il cambiamento dello stile di vita quotidiano di ciascuno di noi. Nel Messaggio ripropone un passo della Laudato Si’ in cui scrive: “Vivere la vocazione di essere custodi dell’opera di Dio è parte essenziale di un’esistenza virtuosa, non costituisce qualcosa di opzionale e nemmeno un aspetto secondario dell’esperienza cristiana”.