La scienza per la pace

Vatican News

Antonella Palermo – Città del Vaticano

L’Enciclica Fratelli tutti offre lo spunto a numerosi scienziati per tornare a riflettere sulla natura inevitabilmente globale della ricerca e sulle ricadute che dovrebbe sempre avere in termini di sviluppo dei popoli e di edificazione della convivenza pacifica tra gli Stati. Se ne parla in un convegno internazionale di due giorni organizzato, nella città abruzzese di Teramo, dalla diocesi e dall’università. Si svolgerà in presenza con appuntamenti che si dislocheranno tra l’Università di Teramo e il Santuario di San Gabriele nell’ambito delle celebrazioni per il Centenario della canonizzazione di San Gabriele dell’Addolorata.

Viganò: etica e consapevolezza, base dell’avanzamento tecnologico

Tra i promotori dell’evento, la Pontificia Accademia delle Scienze che, nella persona del suo vice Cancelliere, monsignor Dario Edoardo Viganò, contribuisce a ricordare anche il pensiero di Benedetto XVI, Paolo VI, Giovanni Paolo II riguardo al tema della scienza a servizio dell’autentica evoluzione dell’umanità e della ricerca della verità. “Non possiamo accettare passivamente che l’avanzamento tecnologico e scientifico non sia controbilanciato da un eguale peso di etica e consapevolezza”, spiega Viganò. “Scoprire le cose non basta – precisa monsignor Viganò – ed è di pari importanza l’azione di uomini che permettono a tutti gli strati della società di trarne benefici”. Viene ribadito che “non esiste l’industria fine a se stessa, la ricerca fine a se stessa, la finanza fine a se stessa, la trasmissione del sapere fine a se stessa, ma tutti gli ambiti sono tra loro in una stretta relazione dinamica che genera cambiamento”.

Ministro Messa: non sprecare la fiducia dei cittadini nella scienza

“La relazione uomo-macchina sarà sempre più importante”, ha sottolineato a Vatican News il Ministro italiano per l’Università e la Ricerca Maria Cristina Messa, intervenuta stamattina al convegno. “Non bisogna mai demonizzare la tecnologia ma dare gli strumenti per saperla usare senza togliere centralità all’uomo”, ha ricordato, spiegando che “per la prima volta registriamo una rinnovata fiducia da parte dei cittadini” e che adesso “è nostra grande responsabilità non tradirla e non sprecarla”.

La sete di conoscenza libera l’uomo

Nella seconda giornata di lavori, presso il Santuario di San Gabriele, parteciperà, tra gli altri, il professor Antonino Zichichi, Presidente della World Federation of Scientists, il quale riceverà l’Onorificenza di Guido II degli Aprutini. Il Rettore Dino Mastrocola gli riconosce di aver speso la sua carriera “per far parlare Paesi che in un determinato periodo storico non riuscivano a dialogare ma che hanno cominciato a farlo proprio attraverso le parole della scienza”. E’ sempre il Rettore a ricordare inoltre che “la sete di conoscenza porta alla liberazione dell’uomo e quindi rende fratelli. Ci si può non intendere dal punto di vista politico – scandisce – ma è impossibile non intendersi su un risultato scientifico”.

Investire sui giovani

Sul concetto che la scienza, per sua natura, è cosmopolita, torna il professor Ezio Previtali, Direttore dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare – Laboratori Nazionali del Gran Sasso. “La scienza favorisce il dialogo, il confronto e il collegamento tra mondi diversi. L’elemento unificante è la sete di scoperta dell’ignoto. In questo senso è costruttrice di pace. La difficoltà – precisa – è comunicare la scienza in modo corretto”. A Vatican News esprime una ottima valutazione a proposito della struttura di ricerca in Italia sulla quale – dice – vale la pena di investire di più. Nel citare alcuni dei progetti maturati nei Laboratori Gran Sasso – quello che ha permesso di studiare i meccanismi all’interno del Sole e quello, avviato ora, che mirerà a comprendere di più la materia oscura dell’universo – Previtali ci tiene a dire che dobbiamo tutelare i nostri giovani. “Ce ne sono molti che sono in giro per il mondo, questo fa bene, ma è anche importante salvaguardare chi rimane ed è in difficoltà”.

Le ‘armi’ contro il coronavirus

Il convegno tocca anche gli ambiti dell’agroalimentare non trascurando la veterinaria e tenendo ovviamente alta l’attenzione sul fronte della pandemia da Covid-19. “La vaccinazione rimane tra le scoperte mediche fatte dall’uomo quella più importante”, afferma a Vatican News il dottor Jacopo Vecchiet, dell’università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara. Ammette che può essere un percorso a ostacoli ma “è la prima volta che riusciamo a tracciare le mutazioni di questo virus. La prevenzione è l’unica strada per ridurre l’impatto e sconfiggere la malattia”.