La Finlandia vuole la Nato, Mosca minaccia ritorsioni a Helsinki

Vatican News

Andrea De Angelis – Città del Vaticano

L’annuncio finlandese dell’adesione alla Nato riscrive la storia dell’Alleanza Atlantica. Non allineata dal 1948, ora Helsinki porterà la Nato proprio al confine russo, con Mosca che minaccia subito lo stop al gas e una risposta militare. La prima ministra della Finlandia, Sanna Marin, e il presidente Sauli Niinistö hanno infatti diffuso ieri un comunicato congiunto in cui annunciano la loro posizione favorevole all’ingresso del Paese nella Nato “il prima possibile” e “senza indugi”. La decisione non è ancora definitiva, ma la presa di posizione dei vertici istituzionali lascia intendere che i prossimi passi saranno molto rapidi e che ormai gran parte dei negoziati sono già stati conclusi: è previsto un voto parlamentare per la fine settimana, che dovrebbe rendere definitiva la decisione.

Violazioni scioccanti 

Ieri il consiglio per i diritti umani dell’Onu ha votato a larga maggioranza a favore dell’apertura di un’inchiesta sulle presunte gravi violazioni commesse dalle forze russe in Ucraina, contribuendo così a rafforzare la pressione diplomatica su Mosca. “Nel loro desiderio di strangolarci, le potenze occidentali sono pronte a tutto, incluso far resuscitare il nazismo”, replica la Russia. Forte la denuncia dall’Alto Commissario dell’Onu per i Diritti umani, Michelle Bachelet: “La portata delle uccisioni illegali in Ucraina da parte dei russi è scioccante”.  L’Onu ricorda come nelle ultime settimane siano stati recuperati mille corpi nell’area della capitale Kiev, aggiungendo che molte delle violazioni che sta verificando dall’invasione russa potrebbero equivalere a crimini di guerra.

Zelensky chiede il ritiro dei russi

Esclude di essere disposto a rinunciare alla Crimea, rinnovo il fermo impegno per i negoziati, ma senza ultimatum e solo se i russi si ritireranno dal Paese. Il presidente ucraino Zelensky a 80 giorni dall’inizio della guerra è sicuro: possiamo vincere. Nel dirlo cita le parole del presidente del consiglio italiano Draghi e ringrazia gli Stati Uniti e i tanti Paesi che sostengono Kiev. “Noi non dobbiamo cercare una via d’uscita per la Russia – ha detto -, so che Putin voleva portare a casa qualche risultato, ma non lo ha trovato. I russi se ne devono andare e rispondere di quello che hanno fatto. Non possiamo accettare compromessi per la nostra indipendenza” ha aggiunto. “L’Ucraina vuole la pace, cose normalissime come il rispetto della sovranità, dell’integrità territoriale, delle tradizioni del popolo, della lingua. Possono essere cose banali, ma sono tutte cose violate dalla Russia e che devono essere ripristinate”, ha concluso Zelensky. 

La situazione sul terreno

Mosca sta ritirando i propri soldati dai dintorni di Kharkiv, la seconda città dell’Ucraina, dove sta perdendo terreno. Lo scrive il New York Times, citando funzionari ucraini e occidentali, evidenziando come si tratti della seconda maggior battuta d’arresto russa dal ritiro da Kiev del mese scorso. Secondo i funzionari, il Cremlino dovrebbe probabilmente reindirizzare le truppe verso sud-est, dove starebbe rafforzando la propria presenza a Izium, città a due ore da Kiev, conquistata un mese fa, proprio alle porte del Donbass. Da oltre 24 ore si registrano bombardamenti su Mykolaiv, nel sud dell’Ucraina. Il sindaco ha chiesto a tutti i cittadini di restare nei rifugi.