La Corea del Nord spara colpi di artiglieria, Seoul evacua due isole

Vatican News

Torna alta la tensione nella penisola coreana. Questa mattina la Corea del Sud ha ordinato l’evacuazione di due isole di confine, dopo che Pyongyang ha sparato circa 200 colpi di artiglieria al largo della sua costa occidentale. Seoul paventa “risposte adeguate” ma intanto il leader nordcoreano Kim Jong-un chiede di aumentare la produzione di lanciamissili

Marco Guerra – Città del Vaticano

Baengnyeong e Yeongpeyong sono le due isole coreane, nel Mar Giallo e con alcune migliaia di abitanti, che il governo di Seoul ha deciso di evacuare, dopo che l’esercito della Corea del Nord ha sparato 200 colpiti di artiglieria verso il tratto di mare che separa il suo territorio dall’arcipelago sotto il controllo della Corea del Sud.

Seoul: l’atto è una minaccia per la pace

“Si tratta di un atto provocatorio che minaccia la pace nella penisola coreana”, afferma in una nota il ministero della difesa sudcoreano che poi avverte: “Cessate queste azioni o saranno prese misure adeguate”. La provocazione preoccupa perché solo nel 2010 Pyongyang sparò 170 colpi su queste isole uccidendo quattro persone, e compiendo così il primo attacco contro civili dai tempi della guerra di Corea (1950–1953).

I missili di Pyongyang alla Russia

Ad inasprire lo scontro arriva anche la richiesta di aumentare la produzione di lanciamissili esternata dal leader nordcoreano Kim Jong-un durante la visita ad una fabbrica di armi, secondo quanto riferisce l’agenzia statale Kcna. Mentre ieri il Consiglio di sicurezza nazionale degli Stati Uniti ha accusato la Corea del Nord di fornire missili balistici alla Russia utilizzati negli attacchi all’Ucraina. Alleati storici, Mosca e Corea del Nord sono entrambi soggetti a sanzioni internazionali; inoltre nel 2023 la Corea del Nord ha condotto un numero record di test missilistici balistici, in violazione di numerose risoluzioni delle Nazioni Unite che lo proibivano.