La comunità cattolica che accoglie il Papa in Bahrein

Vatican News

Roberta Barbi – Città del Vaticano

All’iniziano venivano soprattutto dai vicini Iraq, Turchia, Siria, Libano, Palestina, Giordania ed Egitto, poi, con il boom petrolifero della regione, sono arrivati per lavorare anche dall’Asia, Sri Lanka, India e Filippine su tutti, e dal resto del mondo. Sono i cristiani del Bahrein, il regno della Penisola arabica dove Papa Francesco si è recato in visita da oggi e fino a domenica 6 novembre. Una comunità che conta circa 80mila fedeli e rappresenta più o meno il 15% della popolazione che è per la maggioranza di fede islamica.

Una lunga tradizione di convivenza

Il Bahrein è uno dei pochi Stati del Golfo ad avere una popolazione cristiana locale: oltre, infatti, ai cristiani stranieri giunti per motivi di lavoro, è presente una comunità di circa un migliaio di persone, soprattutto cattolici originari dei Paesi arabi limitrofi e arrivati tra gli anni Trenta e i Cinquanta, ai quali è stata poi concessa la cittadinanza. Nel Regno, dove l’Islam è la religione ufficiale e il sistema giuridico è basato sulla legge islamica, la libertà di culto è consentita sia alle comunità cristiane sia ai fedeli di altre religioni. Qui, infatti, fu costruita la prima chiesa cattolica nella regione del Golfo: è la chiesa del Sacro Cuore eretta a Manama – la capitale – nel 1939, su un terreno donato dall’Emiro. Una seconda chiesa è stata costruita nel comune di Awali su un terreno donato nel 2013 da re Hamad bin Isa al-Khalifa alla Chiesa. Oggi la cattedrale di Nostra Signora d’Arabia è la chiesa cattolica più grande della regione: il progetto fu avviato nel 2014 grazie all’allora vicario apostolico dell’Arabia Settentrionale, monsignor Camillo Ballin, e infine consacrata il 10 dicembre dello scorso anno dal cardinale Luis Antonio Tagle, alla presenza di re Hamad.

Il Vicariato Apostolico dell’Arabia del Nord

Anche le relazioni diplomatiche tra Santa Sede e Bahrein, negli ultimi anni hanno registrato progressi significativi. Avviate per la prima volta nel 1999, una tappa importante è stata sicuramente, nel maggio 2014, la presenza di re Hamad in Vaticano ricevuto da Papa Francesco che in quell’occasione ricevette in regalo dal sovrano un modello della cattedrale di Nostra Signora d’Arabia in costruzione, oltre all’invito a visitare il Regno. Nell’incontro, il Papa e il re parlarono di pace e stabilità in Medio Oriente e del contributo positivo al Paese della comunità cristiana presente. Oggi i cattolici residenti in Bahrein sono sotto la giurisdizione del Vicariato Apostolico dell’Arabia Settentrionale, istituito nel 2011 con sede ad Awali, in cui lavorano circa 65 sacerdoti, molti dei quali cappuccini. Dal 2020 la sede lasciata vacante dalla morte di monsignor Ballin è stata affidata a monsignor Paul Hinder, già vicario apostolico dell’Arabia Meridionale. Entrambi i vicariati sono membri della Conferenza dei vescovi latini per la regione araba (Celra).