La Commedia di Dante per San Pietro

Vatican News

Nell’ambito delle iniziative in preparazione al Giubileo, Roma Capitale e il Dicastero per l’Evangelizzazione propongono quattro appuntamenti – da oggi al 4 luglio alle ore 21 in Piazza Pio XII – con la prima cantica del capolavoro dantesco, interpretata e diretta da Franco Ricordi

Rosario Tronnolone – Città del Vaticano

Un’anima teatrale è insita nella Commedia di Dante Alighieri: una forma di scenografia evocata dalle parole di un narratore che è anche protagonista, che parla in prima persona, ma che racconta l’esperienza di tutti gli uomini, di tutti i tempi. È a partire da questa intuizione che Franco Ricordi, dopo aver recitato la Divina Commedia in tutta Italia e in diverse parti del mondo, approda all’appuntamento giubilare con La Commedia di Dante per San Pietro, che ha il sostegno dell’Assessorato ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma e il patrocinio del Dicastero per l’Evangelizzazione. Una sintesi delle tre cantiche che si apre dal 1° al 4 luglio 2024 con l’Inferno, e proseguirà nel 2025 con il Purgatorio e il Paradiso. Quattro serate per ogni cantica, in ciascuna delle quali Franco Ricordi propone una selezione di canti accompagnato dal M° Edoardo Rosadini alla viola.

Una teatralità insita

“Già dal titolo, Commedia,” afferma Franco Ricordi, “si può intuire che quella di Dante è un’opera insieme poetica, filosofica, ma anche eminentemente teatrale, non solo dal punto di vista dei personaggi che interagiscono nei dialoghi, ma anche dal punto di vista di pensiero teatrale e di scenografia. L’ultima scena del Paradiso, il Gran Teatro della Candida Rosa corrisponde ad una sorta di apertura universale costruita ad anfiteatro, come un grande abbraccio. Per questo si può intuire quanto mi senta emozionato alla prospettiva di recitare la Commedia davanti a San Pietro, dal momento che Bernini aveva pensato la stessa cosa nella concezione del suo colonnato.”

Dante nostro contemporaneo

A proposito della universalità e della sorprendente contemporaneità di Dante, Franco Ricordi aggiunge: “Dopo aver molto lavorato su Shakespeare, sia come attore e regista che come scrittore, a circa cinquant’anni (che è come dire oggi “nel mezzo del cammin di nostra vita”) mi sono sentito richiamare dal nostro sommo poeta, l’unico che tenga testa a Shakespeare in senso universale, perché il suo pensiero è sì antico, ma anche contemporaneo, e anticipa tanti motivi anche molto drammatici della nostra epoca, non ultimo quello della possibilità di una distruzione del mondo da parte dell’uomo, paventata da Dante nel XXXI canto dell’Inferno, il canto dei Giganti, laddove invece il Paradiso rappresenta la possibilità di una effettiva salvazione.”

Quattro appuntamenti

Se è vero che leggere le tre cantiche nella loro interezza sarebbe l’ideale, tuttavia “fare una sintesi è possibile, anche drammaturgicamente parlando, concentrandosi sui canti in cui Dante supera sé stesso. Nel passare da un canto all’altro, darò comunque delle indicazioni di quello che succede nei canti che non reciterò, quindi chi vedrà le quattro serate dedicate all’Inferno, ne avrà un’idea completa.” L’appuntamento è per quattro sere consecutive, dal 1° al 4 luglio, in piazza Pio XII alle ore 21.00.