La Cidh: il governo nicaraguense promuova il dialogo per superare la crisi

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La Commissione interamericana per i diritti umani ha invitato le autorità nicaraguensi a riaprire il dialogo con la società civile e a ripristinare le istituzioni democratiche e le libertà fondamentali per superare la crisi dei diritti umani che il Paese centroamericano sta vivendo dal 2018

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La Commissione interamericana per i diritti umani (Cidh) ha invitato il governo del Nicaragua guidato da Daniel Ortega a promuovere il dialogo con la società civile per superare la crisi dei diritti umani che il Paese centroamericano sta vivendo dall’aprile 2018.

Nel suo Rapporto annuale di 40 pagine sul Nicaragua, la Cidh chiede a Ortega di adottare le misure necessarie per ristabilire “le istituzioni democratiche, il pieno stato di diritto e le libertà fondamentali, compresa la libertà di espressione”. È necessario – afferma il Rapporto – creare le condizioni necessarie che contribuiscano a costruire la fiducia della popolazione, cessando la repressione”, rilasciando tutte le persone detenute arbitrariamente negli ultimi sei anni, avviando processi che promuovano la verità, la giustizia e la riparazione per le vittime e ponendo fine all’impunità di quanti hanno violato i diritti umani.

Il Nicaragua – afferma la Cidh – ha “commesso atti di repressione statale che possono costituire crimini contro l’umanità, come l’omicidio, la privazione della libertà, la persecuzione, lo stupro, la tortura e la sparizione forzata”.

La Commissione invita inoltre le autorità nicaraguensi a revocare tutti i decreti relativi alla cancellazione della personalità giuridica delle organizzazioni della società civile, senza garantire un giusto processo, e a restituire ai loro membri le strutture e i beni confiscati. Nei giorni scorsi il governo di Managua ha cancellato lo status giuridico di altre 15 associazioni che operavano come organizzazioni senza scopo di lucro, portando a più di 3.600 il numero di ong che sono state bandite dal dicembre 2018.

Si chiede quindi la fine immediata della persecuzione giudiziaria, della repressione, della stigmatizzazione, degli attacchi, delle minacce e delle intimidazioni contro diversi attori della società civile, tra cui giornalisti, difensori dei diritti umani, attivisti, artisti, accademici, oppositori politici e membri di comunità religiose e della Chiesa cattolica.

In questo contesto di crisi, Papa Francesco ha più volte invitato a pregare per la Chiesa in Nicaragua auspicando che si cerchi sempre la via del dialogo per superare le difficoltà.

Dall’aprile 2018 il Paese centroamericano sta attraversando una crisi politica e sociale, accentuatasi dopo le elezioni generali del novembre 2021, in cui Ortega è stato rieletto per un quinto mandato, mentre sua moglie, Rosario Murillo, è stata confermata come vicepresidente. Dall’inizio delle proteste, sei anni fa, la risposta repressiva dello Stato – sottolinea la Cidh – ha portato alla morte di almeno 355 persone, al ferimento di più di 2.000 e alla detenzione arbitraria di oltre 2.000 persone.