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Israele-Gaza, stallo sugli ostaggi. Macron: “Civili uccisi perché ebrei”

Il presidente francese in visita a Tel Aviv parla della strage di Hamas del 7 ottobre, con il premier israeliano Netanyahu che paragona quanto accaduto questo mese agli attentati degli scorsi anni in Francia da parte dell’Is. La rete diplomatica continua a lavorare per la liberazione degli ostaggi israeliani, nonostante la mediazione fallita su 50 persone con doppio passaporto

Andrea De Angelis – Città del Vaticano 

L’Egitto sta svolgendo “un ruolo chiave” per quanto concerne gli israeliani tenuti in ostaggio a Gaza e per cnoscere la sorte dei dispersi. Lo ha detto il portavoce militare israeliano, Daniel Hagari, commentando la liberazione avvenuta ieri, lunedì 23 ottobre, di due anziane connazionali. “Gli sforzi dell’Egitto sono efficienti e ben accolti. Noi – ha proseguito – lavoriamo in cooperazione con l’Egitto e con la Croce Rossa, e li ringraziamo. La liberazione di tutti gli ostaggi ha per noi la massima priorità”. Intanto la Mezzaluna rossa palestinese ha annunciato che 20 camion di aiuti umanitari entreranno oggi a Gaza, come riferito da fonti locali. 

La visita di Macron

“Quelle persone sono state uccise solo perché erano ebree e perché volevano vivere in pace”. A dichiararlo, incontrando il presidente israeliano Isaac Herzog a Gerusalemme, è stato oggi il presidente francese Emmanuel Macron, parlando del devastante attacco di Hamas in Israele il 7 ottobre scorso. Macron ha anche espresso “la solidarietà della Francia oggi e domani” e ha detto di condividere il punto di vista di Herzog, secondo cui “si dovrà arrivare all’immediato rilascio degli ostaggi senza alcuna distinzione”. Hamas è come il sedicente Stato Islamico nelle strade di “Nizza, Lione, Parigi: il popolo israeliano rifiuta di vivere con l’Is ai suoi confini. Dobbiamo smantellare questa macchina del terrore”, ha detto il premier israeliano Benyamin Netanyhau al capo dell’Eliseo, nel bilaterale a Tel Aviv, ricordando gli attentati del gruppo fondamentalista in Francia con centinaia di vittime. Previsto un incontro di Macron anche con il presidente palestinese Mahmoud Abbas a Ramallah.

Una minaccia globale

Il conflitto in corso tra Hamas e Israele rappresenta “una pericolosa escalation che minaccia la regione mediorientale e il mondo intero”. Lo ha dichiarato l’emiro del Qatar, Sheikh Tamim bin Hamad Al-Thani, nel suo discorso annuale di apertura del Consiglio della Shura a Doha. A Israele, ha affermato al-Thani, “non va concesso il via libera per uccisioni incondizionate”. “Si commettono crimini orribili a Gaza, con il sostegno diretto e ufficiale degli Stati Uniti e dei Paesi occidentali”, ha detto il presidente iraniano, Ebrahim Raisi, in un incontro con il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, avvenuto la sera di lunedì 23 ottobre. 

Il fronte libanese

Il premier libanese Najib Miqati e il comandante in capo dell’esercito libanese, il generale Joseph Aoun, stanno conducendo questa mattina una visita a sorpresa nel sud del Libano a ridosso del fronte tra Hezbollah e Israele. Da quando sono iniziate le ostilità tra il gruppo sciita filoiraniano e Israele, il comandante dell’esercito libanese non ha rilasciato alcuna dichiarazione. Lo riferiscono i media di Beirut, secondo cui i due alti rappresentanti istituzionali del Paese dei cedri si recheranno in visita anche al comando generale di Unifil, la missione Onu schierata nel sud del Libano e di cui fanno parte più di un migliaio di militari italiani.

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