In Italia 5 milioni di famiglie e imprese vittime del debito

Vatican News

Per Michela Di Trani e Maurizio Fiasco, esperti del settore, sempre più persone cadono nell’usura per far fronte all’esposizione finanziaria, altri invece al gioco d’azzardo. Colpa spesso dell’inflazione e dell’impennata dei tassi bancari. Per aiutare le vittime fondamentale l’aiuto dei Sert e delle Fondazioni

Alessandro Guarasci – Città del Vaticano

Le famiglie italiane sono sempre più indebitate. Si calcola che in un anno l’esposizione nei confronti di banche e finanziarie sia crescita in media del 3,5%. I numeri sono impietosi e parlano di un fenomeno in crescita vertiginosa. A causa dell’inasprirsi della crisi politica ed economica internazionale, ad oggi sono 5 milioni le famiglie e le piccole imprese che versano in condizione di indebitamento patologico. Su questo tema Michela Di Trani e e Maurizio Fiasco hanno scritto il libro “Liberi dal debito”.

Chi indebitato è a rischio usura

“Una questione non solo, quindi, economica, finanziaria e politica, ma anche culturale e morale” perché, dicono i due autori, “la conseguenza” è “un ricorso sempre più frequente al prestito usuraio, porta di accesso per la criminalità organizzata nell’economia legale”. Maurizio Fiasco è consulente delle fondazioni antisura e sono decenni che studia questo fenomeno. “La famiglie sono costrette a indebitarsi per un taglio netto che hanno avuto i loro redditi – dice – Questo è dovuto all’effetto combinato di alcuni fattori: l’inflazione che ha ridotto il potere d’acquisto delle famiglie a reddito contenuto, ovviamente l’aumento dei prezzi e la crescita degli interessi per le famiglie mutuatarie, il che può portare ad avere un debito superiore al valore dell’immobile che si è  acquistato”. Secondo alcuni studi, ogni cittadino italiano, neonati compresi, risulta a fine 2023 indebitato mediamente per circa 9.949 euro.

Ricognizione del debito utile per combattere il fenomeno

Maurizio Fiasco sostiene che questo “non comporta necessariamente il ricorso all’usura, anche se l’usura aumenta in proporzione al dilatarsi dell’area delle famiglie e delle piccole imprese in sofferenza. Ma questo comporta l’assoggettamento a condizioni di erogazione del denaro, di prestiti. Si tratta di finanziamenti a condizioni non di usura, tecnicamente non di usura, ma molto onerose e che provocano disagio che si aggiunge a un forte disagio già vissuto quotidianamente dalle famiglie”. Le istituzioni hanno finora cercato di arginare il fenomeno con un fondo apposito, che nel 2023 ha erogato circa 15 milioni di euro a soggetti vittime di usura. Insomma, serve una vera ricognizione del debito per capire come agire.

Il gioco d’azzardo per arginare i debiti

E un aspetto che sta crescendo, e che preoccupa sempre più, è il ricorso al gioco d’azzardo per far fronte ai debiti. Lo scorso anno in Italia sono stati giocati circa 150 miliardi, in crescita rispetto ai 136 del 2022, mentre sono circa un milione le persone affette da ludopatia. Per Michela Di Trani, portavoce della Consulta nazionale antiusura ‘San Giovanni Paolo II’, “debito e gioco d’azzardo sono due facce della stessa medaglia. Infatti le fondazioni antiusura puntano molto sull’educazione finanziaria che deve cominciare nelle scuole, già in quello di primo ordine. E’ perché il debito molte volte viene considerato come una forma di reddito, di conseguenza si entra in questa spirale, diciamo viziosa, per cui a debiti si aggiungono altri debiti, e noi lo riscontriamo negli ascolti che facciamo con le persone sovraindebitate o vittime di usura”.

I Sert per curare i ludopatici

Il tempo “biologico” per l’insieme della popolazione giocatrice è cresciuto in modo sensibile: era di circa 90 milioni di giornate lavorative quattro anni fa, e oggi è arrivato almeno 140 milioni. In Italia ci sono 200 centri per la cura della ludopatia, la dipendenza dal gioco d’azzardo, dislocati in tutta Italia ma con presenza maggiore come Toscana e Piemonte. La spesa è di circa 10 milioni per lo Stato. Di Trani dice per curare i ludopatici ci “sono i centri che fanno capo in genere al Sert, perché comunque anche l’azzardo viene considerato una dipendenza, seppur senza sostanza. Questo è un primo fronte, l’altro fronte è invece il supporto economico finanziario, che può provenire dalle fondazioni antiusura. Ci sono insomma volontari disponibili ad ascoltare le vittime e a sostenerli dal punto di vista psicologico ed economico”.