Il Papa nomina un commissario straordinario per rilanciare Caritas Internationalis

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Alessandro De Carolis – Città del Vaticano

“Rivedere “l’assetto normativo” di Caritas Internationalis per “migliorare” la sua missione nel mondo a servizio dei più poveri e bisognosi, “alla luce del Vangelo e degli insegnamenti della Chiesa Cattolica”. È questo il motivo sostanziale che ha indotto il Papa a firmare, dopo un’indagine promossa dal Dicastero per lo Sviluppo Umano Integrale, un decreto con il quale l’ente che coordina la galassia internazionale di 162 organismi caritativi della Chiesa viene sottoposto a un “commissariamento temporaneo”.

I compiti del commissario

Nel documento firmato da Francesco, che fa decadere da oggi tutte le cariche di vertice di Caritas Internationalis – i membri del Consiglio di Rappresentanza e del Consiglio Esecutivo, il presidente, i vicepresidenti, il segretario generale, il Tesoriere e l’assistente ecclesiastico – si assegnano i poteri di governo al commissario straordinario Pier Francesco Pinelli, coadiuvato dalla dottoressa Maria Amparo Alonso Escobar e dal gesuita padre Manuel Morujão, per l’accompagnamento personale e spirituale dei dipendenti. Compito della dirigenza sarà quello di aggiornare gli Statuti e il Regolamento di Caritas Internationalis “per una loro maggiore funzionalità ed efficacia” in vista della prossima Assemblea generale in programma a maggio 2023. In quest’ultimo compito, precisa il decreto, il commissario straordinario sarà affiancato dal cardinale Luis Antonio G. Tagle, finora presidente di Caritas, “che si occuperà particolarmente di curare i rapporti con le Chiese locali e con le Organizzazioni Membro di Caritas Internationalis”.

Benessere del personale

Il decreto termina indicando che il commissario straordinario “agirà d’intesa con il Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale”, il quale da parte sua, in base alle competenze assegnategli dalla Praedicate Evangelium, aveva disposto nel corso dell’anno una indagine sul lavoro svolto dall’organismo vaticano. L’indagine, condotta da una commissione indipendente presieduta dallo stesso Pinelli coadiuvato da un team di psicologi, don Enrico Parolari e la dottoressa Francesca Busnelli, ha messo in luce – si legge in una nota ufficiale del Dicastero – “carenze relative alle procedure di gestione con effetti negativi anche sullo spirito di squadra e sul morale del personale”. Sono stati ascoltati sia il personale di Caritas Internationalis, sia ex dipendenti e collaboratori e da questa verifica, si afferma, “non sono emerse evidenze rispetto a cattiva gestione finanziaria o comportamenti inappropriati di natura sessuale” – anzi si asserisce che la gestione finanziaria è stata “corretta” e gli obiettivi di raccolta fondi “raggiunti” – quanto piuttosto l’urgenza di intervenire sul “benessere lavorativo” all’interno della struttura e sull'”allineamento con i valori cattolici della dignità umana e del rispetto per ogni persona”, oggetto principale della verifica.

Czerny: la carità, “abbraccio di Dio”

Dunque, prosegue il comunicato il commissario Pinelli e la signora Alonso lavoreranno per “assicurare stabilità e una leadership empatica” per “per finalizzare il processo di nomina dei candidati e le procedure di elezione” in base agli Statuti dell’organizzazione. Il comunicato del Dicastero per lo Sviluppo Umano riporta anche una affermazione del cardinale prefetto Michael Czerny, secondo il quale “negli anni più recenti abbiamo visto aumentare notevolmente i bisogni delle molte persone che Caritas assiste”, ed è quindi “indispensabile che Caritas Internationalis sia ben preparata ad affrontare queste sfide. “Papa Francesco – prosegue ancora il porporato – ci invita a considerare ‘la missione che la Caritas è chiamata a svolgere nella Chiesa… La carità non è una sterile prestazione oppure un semplice obolo da devolvere per mettere a tacere la nostra coscienza”, ma “è l’abbraccio di Dio nostro Padre ad ogni uomo, in modo particolare agli ultimi e ai sofferenti”.