Il Papa: maggiore impegno nella promozione della pari dignità delle donne

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In un messaggio inviato ai partecipanti alla conferenza “Donne leader: verso un futuro migliore”, organizzato oggi a Roma da Caritas Internationalis e dalle ambasciate presso la Santa Sede del Regno Unito e dell’Australia, Francesco auspica che Chiesa e istituzioni lavorino per questo obiettivo. Nelle sessioni dell’incontro, sottolineata la necessità della leadership femminile per affrontare le sfide globali

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L’emancipazione delle donne nella Chiesa cattolica è al centro della giornata di riflessione, in corso oggi a Roma nella Curia generalizia dei gesuiti, sul tema “Donne leader: verso un futuro migliore”, organizzato dalla Caritas Internationalis e dalle ambasciate presso la Santa Sede del Regno Unito e dell’Australia. Ai partecipanti sono giunti i saluti di Papa Francesco, che, in un messaggio a firma di monsignor Edgar Peña Parra, sostituto della Segreteria di Stato, invoca sui partecipanti il dono della saggezza, assicurando la sua preghiera perché l’incontro possa portare ad un impegno sempre maggiore, da parte di tutti, nella Chiesa e in tutto il mondo, nella promozione del rispetto dell’uguale e complementare dignità delle donne e degli uomini.

Le tematiche dell’incontro

Alla conferenza si sta discutendo anche del modo in cui la Chiesa cattolica, le organizzazioni religiose e i governi possono collaborare su un’agenda condivisa per l’emancipazione delle donne e sono state analizzate storie di successo dell’emancipazione femminile, attraverso programmi educativi, assistenza sanitaria di base, iniziative economiche innovative e progetti di sostegno nei casi di vulnerabilità. Tra gli intervenuti quelli di suor Patricia Murray, segretaria esecutiva dell’Unione internazionale delle superiore generali, di padre Arturo Sosa Abascal, superiore generale della Compagnia di Gesù, di suor Nathalie Becquart, sottosegretario della Segreteria generale del Sinodo, e di Cristiane Murray, vicedirettrice della Sala Stampa della Santa Sede. Tra le teologhe presenti la professoressa Maeve Heaney dell’Università Cattolica Australiana, e Nontando Hadebe, del St Augustine College del Sud Africa, oltre a donne alla guida di varie organizzazioni nelle Mauritius, in India, in Sud Sudan e Messico.

Partecipazione per un futuro migliore

Christopher Trott, ambasciatore britannico presso la Santa Sede, ha sottolineato che “le donne sono agenti fondamentali per costruire un futuro migliore e rispondere alle pressanti questioni globali che il mondo si trova ad affrontare oggi” e che, “per costruire un mondo più giusto, più libero, più sicuro, più ricco, un mondo più verde di cui tutti possano beneficiare e in cui nessuno venga lasciato indietro, le donne e le ragazze devono rimanere al centro dei nostri sforzi.” Dare spazio a voci diverse, alla conoscenza e alla leadership delle donne nella Chiesa e nella società è uno degli obiettivi che si pone la giornata.

La diversità risorsa per un cambiamento trasformativo

Anche l’ambasciatrice d’Australia presso la Santa Sede, Chiara Porro, ha evidenziato come “le donne e le ragazze, nella loro diversità, siano centrali nel cambiamento trasformativo” necessario oggi, aggiungendo che è essenziale sfruttare le loro conoscenze ed esperienze, anche a livello di leadership, e superare le barriere e le sfide e impegnarsi nella costruzione di “un mondo in cui tutte le persone possano raggiungere e contribuire con il proprio potenziale, indipendentemente dal sesso” per creare un futuro migliore.

Valorizzare le competenze delle donne

Il segretario generale di Caritas Internationalis Alistair Dutton, ha ricordato, da parte sua, che povertà, violenza e mancanza di accesso all’istruzione e ai servizi di base sono fattori da affrontare, poiché contribuiscono anche all’esclusione della partecipazione delle donne. Per questo la Caritas lavora in oltre 200 Paesi e territori al fine di promuovere l’emancipazione, l’istruzione e la partecipazione delle donne alla leadership e ai processi decisionali a tutti i livelli, perché possano essere superate barriere di ogni tipo e le esperienze e le competenze delle donne possano essere valorizzate e apprezzate.