Il Papa: liberare le suore rapite ad Haiti. La popolazione soffre, far cessare le violenze

Vatican News

All’Angelus, Francesco lancia un appello per la liberazione delle religiose di Sant’Anna sequestrate a Port-au-Prince il 19 gennaio mentre viaggiavano in autobus: “Far cessare le violenze che provocano tante sofferenze alla cara popolazione”. Appello anche per Ucraina, Palestina e Israele con un particolare pensiero ai tantissimi bambini “feriti e uccisi, privati di affetti, sogni e futuro. Sentiamo la responsabilità di costruire la pace per loro”

Salvatore Cernuzio – Città del Vaticano

È un accorato appello quello che Papa Francesco lancia dalla finestra del Palazzo Apostolico, al termine dell’Angelus, per la liberazione delle sei suore della congregazione di Sant’Anna, rapite lo scorso venerdì 19 gennaio, nella capitale di Haiti, Port-au-Prince. Le suore sono state prese in ostaggio da uomini armati che hanno bloccato un pullman sul quale viaggiavano insieme ad altri passeggeri, anch’essi sequestrati (incluso l’autista). Il Papa esprime il suo “dolore” per la notizia.

Cessare le violenze ad Haiti

Francesco chiede “accoratamente” il loro rilascio e, al contempo, eleva preghiere per l’intera isola, devastata dalla violenza e dai rapimenti delle bande, dove si attende il dispiegamento di oltre mille agenti kenyoti nell’ambito di una missione internazionale di peacekeeping guidata da Nairobi. È stato infatti raggiunto un accordo per aiutare a combattere la criminalità.

Prego per la concordia sociale nel Paese e invito tutti a far cessare le violenze che provocano tante sofferenze quella cara popolazione

Pace in Ucraina, Israele e Palestina

Non manca, come ogni domenica, il pensiero del Vescovo di Roma per i territori feriti dalla guerra: Ucraina, dove non cessano bombardamenti e attacchi da parte di droni, soprattutto nella regione del Donetsk, e Israele e Palestina, dove nella Striscia di Gaza il numero dei morti dall’inizio del conflitto ha superato la soglia dei 25 mila.

Non stanchiamoci di invocare il Signore per la pace in Ucraina, in Israele, in Palestina e tante altre parti del mondo.

I bambini privati di affetti, sogni e futuro

In particolare il Papa richiama l’attenzione del mondo sui bambini, la fascia più debole e vulnerabile che soffre maggiormente per la manca di pace.

Penso ai piccoli, ai tantissimi bambini feriti e uccisi, a quelli privati di affetti, privati di sogni e di futuro. Sentiamo la responsabilità di pregare e costruire la pace per loro

Preghiere per l’Ecuador

Infine il Pontefice, nei saluti ai diversi gruppi presenti in Piazza San Pietro, assicura “la preghiera per la pace” a un gruppo di Ecuador, scosso nei giorni scorsi da violenze e tensioni.