Il Papa ai ragazzi di AC: c’è tanto bisogno di “ricucire” i rapporti tra persone e Stati

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Antonella Palermo – Città del Vaticano

Il saluto affettuoso del Papa ai ragazzi e alle ragazze dell’Azione Cattolica della Diocesi di Roma radunati in Piazza San Pietro per l’Angelus di questa domenica è accolto con grande entusiasmo dal gruppo che, all’invito di Francesco, lascia volare in cielo palloncini colorati in segno di festa gioiosa e di speranza. I ragazzi sono tornati, anche quest’anno, accompagnati dai genitori, dagli educatori e dai sacerdoti assistenti. “Siete venuti – un piccolo gruppo, per la pandemia – al termine della Carovana della Pace. Il vostro slogan è Ricuciamo la pace. Bello slogan! È importante! C’è tanto bisogno di “ricucire”, partendo dai nostri rapporti personali, fino alle relazioni tra gli Stati. Vi ringrazio! Andate avanti!”, ha detto Papa Francesco nel giorno in cui i ragazzi di AC gli consegnano un messaggio preparato insieme agli altri amici.

“Nonostante la pandemia, non perdiamo la speranza”

In occasione del tradizionale appuntamento della Carovana della Pace, i ragazzi di Azione Cattolica, scrivono che nonostante le difficoltà del momento, non si lasciano scoraggiare e – dicono -“insieme ai nostri amici collegati da casa, vogliamo gridare forte la nostra voglia di pace!”. Ricordano che il “brutto virus” ormai da due anni è entrato a far parte delle nostre vite. “Non siamo più abituati a vedere i sorrisi dei nostri amici e a giocare spensierati insieme, e questo ci manca tanto”, lamentano. Osservano che piano piano si fa spazio una nuova normalità, “che ha cambiato il nostro modo di vivere la scuola, la casa, la parrocchia e il nostro rapporto con amici e parenti”. I ragazzi di AC registrano che in questo periodo sentono dai loro genitori che i casi stanno aumentando anche tra i bambini: “tra isolamenti e quarantene, stiamo sempre più tempo a casa. Ma questo non ci fa perdere la speranza – ripetono – e, per quanto il mondo sia in un periodo di crisi, noi abbiamo imparato ad apprezzare il tempo che trascorriamo con la nostra famiglia e con le persone a cui vogliamo bene”.

Ricucire la pace è creare fratellanza contro le guerre

I ragazzi fanno presente che quest’anno le attività all’ACR si stanno svolgendo in una grande sartoria. “Siamo abituati ad indossare vestiti commerciali, ma stiamo riscoprendo la bellezza di avere un vestito fatto su misura per noi. Siamo tutti chiamati ad essere dei sarti nelle nostre vite – spiegano – in cui dobbiamo tagliare e cucire, e se anche il vestito non è perfetto sarà unico nel suo genere: proprio come noi!”. E poi, usando una bella metafora, i ragazzi dicono la meraviglia nell’aver imparato “che i nostri rapporti sono come un lungo filo. Quando qualcuno di noi fa qualcosa di sbagliato questo filo si può rompere. Ma, nonostante i nostri sbagli, se riusciamo a perdonarci l’un l’altro possiamo fare un nodo e rendere così il nostro rapporto più forte”, è il loro incitamento. E così sottolineano la peculiarità del tema di quest’anno della Carovana della Pace: “Ricuciamo la pace!”. E’, infatti, il momento in cui tutti noi dobbiamo “cucirci” per essere più uniti. “Ricucire la pace è come unire tutti i popoli, creare fratellanza e dire no alle guerre. Per creare la pace ci vuole tempo, ma se si crea poi è difficile spezzarla”. Proprio come fa il sarto unendo due pezzi di stoffa.

L’aiuto all’Associazione Bambino Gesù del Cairo onlus e alla Caritas

La varietà dei tessuti non è da trascurare; anche qui l’associazione al mosaico di cui è composta la Chiesa, bella proprio perché sinfonia di voci che si ascoltano e camminano insieme “come in occasione del Sinodo”. I ragazzi ricordano Madre Teresa di Calcutta quando diceva che siamo una piccola matita nelle mani di Dio: “anche noi nel nostro piccolo vogliamo portare la pace in questo mondo!”. Così spiegano che ogni anno cercano di darsi da fare in prima persona sostenendo progetti di solidarietà. Stavolta hanno deciso di affacciarsi in Egitto, per aiutare gli amici dell’Associazione Bambino Gesù del Cairo Onlus, nella costruzione di una casa di accoglienza per bambini e ragazzi chiamata Oasi della Pietà. Inoltre, nella diocesi di appartenenza sosterranno il laboratorio di stampa serigrafica artigianale promosso dalla Caritas di Roma.

Il grazie al Papa

I ragazzi esprimono con gioia la loro gratitudine a Francesco perché – dicono – insegna che la pace è essere tutti amici senza pensare alle differenze, stare insieme, divertirsi e restare uniti anche quando capita di litigare. “Il tuo esempio per noi ragazzi è davvero prezioso e insieme a te riusciremo a ‘ricucire la Pace’ nella nostra città e nel mondo intero”, concludono. “Caro Papa, non dimenticarti mai che l’ACR prega sempre per te – confidano – e che ti vuole un gran bene!!! I ragazzi dell’Acr di Roma”.