Il nunzio a Kiev: anche i non credenti si uniscano all’atto di consacrazione del Papa

Vatican News

Salvatore Cernuzio – Città del Vaticano

Non solo i vescovi, “ma anche il maggior numero possibile di credenti e non credenti si unisca alla consacrazione del Papa di Russia e Ucraina, così che questa iniziativa sia ancora più forte, più potente, più veloce”. Dinanzi all’orrore di una guerra che vede morire sotto le bombe “bambini, anziani, malati, donne incinte” e, chi sopravvive, passare giorni e notti nel gelo dei bunker, il nunzio a Kiev, l’arcivescovo Visvaldas Kulbokas, chiede al mondo di raccogliersi, il prossimo 25 marzo, in questo atto di devozione del Papa a San Pietro. Lo stesso Francesco oggi – ha reso noto il portavoce vaticano, Matteo Bruni – ha invitato i vescovi di tutto il mondo e i loro sacerdoti a unirsi a lui nella preghiera per la pace e nella consacrazione e affidamento della Russia e dell’Ucraina al Cuore Immacolato di Maria.

Una richiesta “dal basso”

“La Consacrazione a Maria è una delle principali armi spirituali”, dice il rappresentante pontificio a Vatican News. E sottolinea che l’iniziativa del Papa “è stata molto attesa” dai vescovi ucraini e, soprattutto, dagli ordini monastici, che hanno presentato una petizione al Pontefice a nome di tutti i monasteri e conventi ucraini perché compisse questo gesto. “Sono sicuro che il Santo Padre ha ricevuto altre richieste simili da tutto il mondo. E Francesco ha risposto”.

“L’annuncio stesso dell’iniziativa è molto importante, perché l’intenzione è stata resa pubblica e i risultati di questa preghiera si possono già ora quasi vedere e sentire”.

Una guerra inspiegabile e ingiustificabile

Kulbokas non dimentica di denunciare la realtà di un conflitto “inspiegabile, incomprensibile, ingiustificabile”. “Bambini, vecchi, malati, donne incinte: in guerra muoiono tutti, non solo i soldati. E quelli che non muoiono, a Mariupol, Kherson, Worzel, Izum, passano giorni e giorni nel freddo dei bunker, a volte senz’acqua, e tra loro ci sono neonati di uno o due mesi”.

Convertirsi e diventare umani 

È un’“opera di Satana”, afferma il nunzio. “E di fronte all’opera di guerra di Satana, a chi ci aggrappiamo? A chi vince il maligno. In questo caso, la Beata Vergine Maria. Qui sta la vittoria!”. Per l’arcivescovo c’è una “componente spirituale molto importante” che è “la nostra conversione”: “Non solo per noi a Kiev, Kharkiv o Mariupol, ma per tutto il mondo, dove c’è una parola molto chiara che viene da Dio: convertitevi, prima di tutto diventate umani”.

“Ciò che è importante per la conversione è vedere l’altro in modo tale che diventi un fratello per me. La guerra ha già ‘provocato’ – in senso buono – una grande solidarietà, sia in Ucraina che fuori. Abbiamo bisogno di questa grande fraternità per abbracciare tutti gli uomini, per favorire l’umanità”.