I vescovi anglicani e cattolici: dopo secoli di separazione, avanti nella riconciliazione

Vatican News

Comunicato congiunto dei partecipanti all’evento ecumenico “Growing together”, organizzato dallo Iarcuuum tra Roma e Canterbury in occasione della Settimana di preghiera per l’Unità dei cristiani. Nella nota ribadito il desiderio di proseguire il dialogo nel segno dell’unità e della missione e anche la volontà di lavorare insieme per le sfide globali, come guerre e crisi climatica

Francesca Merlo – Città del Vaticano

La nostra comune testimonianza, chiamata e impegno”, è il titolo del comunicato congiunto dei vescovi anglicani e cattolici che hanno partecipato all’evento ecumenico Growing together che si è svolto a Roma e Canterbury, dal 22 al 29 gennaio scorsi, nel contesto della Settimana di preghiera per l’Unità dei cristiani. Una occasione di dialogo, preghiera, pellegrinaggi e confronto su missione e testimonianza che, organizzata dalla Commissione internazionale anglicana-cattolica romana per l’unità e la missione (IARCCUM), ha ricevuto il sostegno del Dicastero per la Promozione dell’Unità dei Cristiani a Roma e del Segretariato della Comunione Anglicana.

Perseverare nel dialogo

I vescovi partecipanti rappresentavano 27 Paesi in tutto il mondo e sono stati indicati da Papa Francesco e dall’arcivescovo di Canterbury, Justin Welby, durante i Vespri nella Basilica di San Paolo fuori le Mura a Roma. Nel testo – diffuso il 1° febbraio – esprimono un deciso appello all’unità e ad una missione condivisa. “Dopo quattro secoli di conflitto e separazione, la Chiesa cattolica e la Comunione anglicana sono ormai da quasi sessant’anni in cammino verso la riconciliazione. A volte il percorso è stato accidentato, ma lo Spirito Santo è stato all’opera e le nostre chiese hanno perseverato in un dialogo che si è rivelato straordinariamente fruttuoso”, si legge nel documento.

Testimonianza, amicizia, missione, sinodalità

I vescovi riconoscono la gioia e la vita che provengono dalla comunione in Cristo, e ribadiscono l’impegno a costruire un dialogo fruttuoso, colmando il divario tra gli elementi di fede condivisi e la loro espressione tangibile nella vita ecclesiale.

Evidenziando i quattro temi principali di Testimonianza, Amicizia, Missione e Sinodalità, i vescovi esortano la Chiesa a dare priorità alle relazioni. Fanno quindi eco all’appello di Papa Francesco a mettere “prima i fratelli e le sorelle, poi le strutture”. “La sinodalità non riguarda semplicemente il governo della Chiesa; riguarda mettere le relazioni al centro della vita della Chiesa”, si legge nel comunicato.

Insieme contro guerre e crisi del clima

Non manca nella nota un focus sull’urgenza di affrontare la crisi climatica: a tal riguardo, i vescovi sottolineano la necessità di prendersi cura della nostra Casa comune, sulla scia dell’enciclica di Papa Francesco Laudato si’ e del Lambeth Call on the Environment and Sustainable Development, pubblicato dai vescovi anglicani durante la Conferenza di Lambeth del 2022.

Il comunicato congiunto si chiude infine con l’invito a proclamare la Buona Novella della pace nei luoghi colpiti dalle guerre in corso. Ritornando alle loro chiese locali, i vescovi assicurano di pregare affinché il loro ministero, fianco a fianco come cattolici e anglicani, sia un anticipo della riconciliazione di tutti i cristiani nell’unità dell’unica e sola Chiesa di Cristo.