I giovani a Firenze per guardare il mondo con gli occhi di san Francesco

Vatican News

Al via “Francesco live”, il meeting che da oggi a domenica prossima riunisce nel capoluogo toscano più di mille giovani, provenienti da varie zone d’Italia, per quattro giorni di confronto su differenti tematiche, dall’ecologia integrale all’economia del futuro, al bisogno di pace. L’incontro, si inserisce tra gli eventi promossi in occasione degli 800 anni dalle stimmate del Poverello

Marina Tomarro – Firenze 

Guardare al domani con gli occhi di un giovane Francesco d’Assisi, che otto secoli fa abbracciò un sogno e ne fece una ragione di vita. Vuole essere questo l’obiettivo del meeting “Francesco live”, che inizia questa sera, 11 aprile, a Firenze e si conclude domenica prossima. Un appuntamento a cui partecipano oltre 1.000 ragazzi giunti da tutta Italia, per poter ripercorrere insieme i sogni del santo di Assisi attraverso incontri, workshop, momenti di festa che li vedranno protagonisti con tanti personaggi del mondo della cultura, della musica, dell’economia e del sociale che si confronteranno con loro. L’evento è organizzato, dalla pastorale giovanile dei Frati Minori della Toscana, in collaborazione con la Gioventù Francescana d’Italia, l’Opera di Santa Croce e la comunità dei Frati Minori Conventuali, il Comune di Firenze

Un confronto tra generazioni

“Questo evento – spiega fra Matteo Brena, coordinatore della commissione regionale per l’ottavo centenario delle stimmate – vuole avere un respiro molto ampio che coinvolge prima di tutto qui a Firenze tutti i ragazzi delle scuole e poi tanti altri giovani che stanno arrivando da varie regioni. In realtà prima dell’avvio ufficiale di questa sera, già da ieri i ragazzi hanno avuto un primo incontro con Oikos la rete francescana del Mediterraneo, con un workshop sui temi di riconciliazione e pace, che andrà avanti anche nei prossimi giorni, incrociandosi anche con alcuni momenti di ‘Francesco live’. Negli incontri – sottolinea il religioso – cercheremo di affrontare quelle che sono le sfide del nostro tempo: dall’ecologia integrale, l’economia del futuro e la necessità di dare voce ai giovani e favorire la pace. Avremo tante testimonianze di docenti universitari, ma anche di ragazzi impegnati nell’attivismo e nella ricerca, ma poi anche momenti di arte, di musica e di spettacolo”.

Ascolta l’intervista a fra Matteo Brena

Il programma delle quattro giornate

Le quattro giornate fiorentine sono state pensate infatti proprio per favorire il più possibile il dialogo e la elaborazione di idee. Ad aprire l’evento sarà il cantautore, poeta e scrittore Roberto Vecchioni, che questa sera nel Salone de’ Cinquecento dialogherà con il giovane cantautore Davide Scavolini e due studentesse di Rondine Cittadella della Pace. Ci sarà anche comico e presentatore Alberto Paris. Mentre la Basilica di Santa Croce, ospiterà nelle mattinate di venerdì e sabato due grandi plenarie ideate in sinergia con Opera di Santa Croce, la Comunità dei frati di Santa Croce e il Fondo Edifici di Culto. Tra i relatori figurano Stefano Mancuso, docente presso l’Università di Firenze e direttore scientifico del Pianeta Terra Festival, Chiara Giaccardi, docente di Sociologia presso l’Università Cattolica di Milano, Elena Del Pup, fondatrice di The Good Scientists, una piattaforma che gli scienziati possono usare per collaborare con enti non profit, e Alessandro Sannino, docente all’Università del Salento. Ma “Francesco Live” vuole essere anche un grande momento di festa, grazie alla presenza dell’attore Giovanni Scifoni, che la sera del 12 aprile, a Spazio reale, porterà in scena “Frà”, uno spettacolo dedicato al Poverello, mentre la sera del 13 aprile nel chiostro della basilica di Santa Maria Novella, la grande festa finale tra musica e testimonianze di Lorenzo Baglioni, Matteo Faustini e Davide Scavolini e la partecipazione di don Alberto Ravagnani.

Osare sognare un futuro bellissimo

“Per i nostri ragazzi, la figura di Francesco di Assisi – ribadisce ancora fra Matteo Brena – è ancora molto attuale e aderente al nostro tempo. Uomo di incontro e di ascolto, capace di andare oltre il confine per abbracciare il fratello ferito o diverso con cui condividere un sogno. Quindi raccontare la figura di questo santo ai nostri giovani vuol dire dare loro la possibilità di trovare un leader capace di tirare fuori da loro quei sogni e desideri profondi che ognuno serba nel proprio cuore, ma che forse ha un po’ paura di realizzare. I ragazzi non sono vuoti ma sono pieni di energie che vanno sviluppate ed incoraggiate. E proprio da qui parte – conclude il religioso – questa visione di futuro e questo “osare” che poi è il titolo che apre questa sera il nostro primo incontro, che vuole dare spazio a tutti quei sogni che sono dentro di noi”.