Hollerich a Kirill: lanci un appello per la fine del conflitto in Ucraina

Vatican News

Benedetta Capelli – Città del Vaticano

Una lettera che nasce dal profondo dolore che alberga nel cuore. L’ha scritta, martedì scorso, il cardinale Jean-Claude Hollerich, presidente della Comece, Commissione delle Conferenze Episcopali Cattoliche dell’Unione Europea, a Kirill, Patriarca di Mosca e di tutte le Russie. Il porporato implora chiaramente “nello spirito di fraternità” di rivolgere “un appello urgente alle autorità russe affinché cessino immediatamente le ostilità contro il popolo ucraino e mostrino buona volontà per cercare una soluzione diplomatica al conflitto, basata sul dialogo, sul buon senso e sul rispetto del diritto internazionale, consentendo corridoi umanitari sicuri e un accesso illimitato all’assistenza umanitaria”.

I momenti bui per l’umanità

Il cardinale Hollerich, “con il cuore spezzato”, parla delle drammatiche conseguenze della “follia della guerra in Ucraina”. “Migliaia di persone, sia soldati che civili, hanno già perso la vita e più di un milione di persone – afferma il presidente della Comece – sono state sfollate o sono fuggite dalla loro patria; la maggior parte di loro sono donne e bambini vulnerabili”. Di fronte agli “infruttuosi” sforzi diplomatici, ai violenti attacchi, “non si può escludere – si legge nella lettera – la possibilità di un più ampio conflitto europeo o addirittura globale con conseguenze catastrofiche”. “In questi momenti bui per l’umanità, accompagnati da intensi sentimenti di disperazione e paura, molti – spiega il cardinale – guardano a Lei, Santità, come qualcuno che potrebbe portare un segno di speranza per una soluzione pacifica di questo conflitto”.

La Chiesa, una forza pacificatrice

Si ricorda che nel 2016 sia Papa Francesco che Kirill avevano deplorato, in una dichiarazione congiunta, l’ostilità in Ucraina, che aveva causato vittime, inferto ferite alla popolazione e provocato una grave crisi economica e umanitaria. Entrambi avevano invocato “un’azione volta a costruire la pace e la solidarietà sociale”. Proprio rievocando il peso di quelle parole e sulla scia di sentimenti di angoscia, il cardinale Hollerich richiama le parole di Kirill al Nunzio nella Federazione Russa: “la Chiesa può essere una forza pacificatrice”, soprattutto in tempo di Quaresima, quando si prega “il Dio della pace e non della guerra”. “Facciamo del nostro meglio per aiutare a porre fine a questa guerra insensata, affinché – conclude il presidente della Comece – la riconciliazione e la pace possano nuovamente abitare il continente europeo”.