Gaza, l’allarme di Save the Children: i bambini muoiono per mancanza di cibo

Vatican News

La denuncia della disperata situazione umanitaria da parte dell’organizzazione che chiede la fine delle restrizioni nella Striscia, che impediscono la consegna degli aiuti umanitari. Dall’inizio del conflitto i minori uccisi sono stati già 12.500

Paola Simonetti – Città del Vaticano

La morte arriva dal cielo, con il martellamento dei bombardamenti, ma anche dallo sbarramento al cibo che, nella Striscia di Gaza sta affamando la popolazione. I bambini i soggetti più fragili che cominciano a morire di malnutrizione, secondo la denuncia di Save the Children, che segnala come a minare la consegna dei beni di prima necessità siano le frequenti chiusure delle frontiere, i combattimenti incessanti e i manifestanti che bloccano i camion con i rifornimenti alimentari. Mezzi spesso costretti ad attendere al confine così a lungo tanto veder marcire il cibo trasportato. “Con il collasso delle comunicazioni e l’impossibilità di far arrivare gli aiuti, in particolare nelle aree settentrionali di Gaza dove i civili sono a più alto rischio di morire di fame – spiega l’organizzazione – i casi riportati sono probabilmente la punta dell’iceberg”.

Sempre meno assistenza umanitaria

Sembra non aver avuto seguito, per ora, secondo Save the Children, l’ordine della Corte Internazionale di Giustizia a Israele, circa cinque settimane fa, di “adottare misure immediate ed efficaci per consentire la fornitura di servizi di base e di aiuti umanitari urgentemente necessari”, come misure provvisorie per proteggere i palestinesi di Gaza dal rischio di genocidio: “Il numero di camion di aiuti che entrano nella Striscia – spiega la Ong – è diminuito di oltre un terzo, secondo i dati delle Nazioni Unite”.  

Fame come arma di guerra: crimine contro l’umanità

La negazione dell’assistenza sanitaria, ricorda ancora Save the Children, si traduce in una grave violazione della risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu del 1999 sui minori nei conflitti armati. Dunque, una punizione collettiva illegale secondo il diritto internazionale umanitario. “Quello a cui stiamo assistendo a Gaza è una lenta uccisione di massa di bambini, perché non c’è più cibo e, a loro, non arriva nulla”, ha dichiarato Jason Lee, direttore dell’organismo nei Territori palestinesi occupati. “Stanno morendo perché il mondo non è riuscito a proteggerli e ora le famiglie stanno fuggendo verso il prossimo obiettivo militare di Israele per evitare di morire di fame, in una trappola mortale”.

L’appello per un urgente cessate il fuoco

E mentre diviene necessario, che tutti i governi donatori e la comunità internazionale riprendano e incrementino al più presto i finanziamenti all’Agenzia delle Nazioni Unite per il Soccorso e l’Occupazione, Save the Children lancia un accorato appello per una tregua immediata che faccia tacere definitivamente le armi: “La vita di un milione e 100 mila bambini è appesa a un filo. In cinque mesi di conflitto, secondo il Ministero della Sanità di Gaza, ne sono già stati uccisi più di 12.500”.