Galantino: la fraternità salva l’economia dalla speculazione

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L’Osservatore Romano

«Economia e lavoro: l’enciclica Fratelli tutti… e non solo» è stato il filo conduttore dell’intervento che l’arcivescovo Nunzio Galantino, presidente dell’Amministrazione del patrimonio della Sede Apostolica (Apsa), ha tenuto nella mattina di giovedì 3 novembre durante l’incontro promosso dall’Ente nazionale per il microcredito, nella sede del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (Cnel), a Roma. La conferenza è stata introdotta dal presidente del Cnel, Tiziano Treu.

Economia, finanza e lavoro, ha fatto subito presente l’arcivescovo, «sono temi sui quali Papa Francesco e la riflessione della Chiesa stanno tornando soprattutto in questi ultimi tempi». Purtroppo «alcune intuizioni restano ai margini dei discorsi che comunemente si fanno», ha rilevato, invitando a prestare ascolto anche a «quel vero e proprio movimento, al quale aderiscono soprattutto giovani economisti, che va sotto il nome di The Economy of Francesco».

Senza giri di parole, il presidente dell’Apsa ha affermato che con l’enciclica Fratelli tutti «il Papa entra in dialogo aperto e costruttivo con la tradizione di pensiero che si richiama al motto della rivoluzione francese: liberté, égalité, fraternité. Sappiamo però che l’ordine post rivoluzionario ha di fatto marginalizzato la fraternità dal lessico politico-economico, fino a cancellarla». Ma, avverte il Papa, «senza la fraternità consapevolmente coltivata, senza una volontà politica di fraternità, tradotta in un’educazione alla fraternità, al dialogo, alla scoperta della reciprocità e del mutuo arricchimento come valori, succede che la libertà si restringe». E anche «l’uguaglianza senza la fraternità rimane un valore astratto. Di fatto si indebolisce la dimensione comunitaria nella società umana. Il più forte s’impone e protegge i propri interessi a discapito dei più deboli e poveri».

«Bene comune e individualismo», dunque, non «possono pacificamente convivere: i disastri ambientali, le ingiustizie sociali e gli squilibri economici tra nazioni sono lì a dimostrarcelo» ha spiegato l’arcivescovo Galantino. E la Fratelli tutti rappresenta, in questo senso, «una forte e precisa critica al liberismo economico, quale proiezione dell’individualismo più radicale».

Insomma, Papa Francesco «invita a rimettere al centro la fraternità, in maniera consapevole e coraggiosa. Fino a farla diventare la rete sulla quale poggia una nuova economia e, con essa, un lavoro rispettoso della dignità della persona».

L’arcivescovo ha quindi affermato che «affrontare la crisi lavorativa significa farsi carico seriamente della formazione dei giovani», perché essi «rischiano di vedere bloccato il lavoro nel presente e di portare un domani il peso di un indebitamento senza precedenti. Il loro futuro appare ipotecato». Ma «proprio l’incertezza dell’oggi richiede un investimento coraggioso sui giovani e sulla formazione al lavoro».

«Per uscire dal cerchio perverso» della «diffusa finanza speculativa», ha insistito il presidente dell’Apsa, «bisogna rimettere al centro la persona, con le sue storie, aspirazioni ed esperienze. E farlo con consapevolezza. Finché si allargherà la distanza tra finanza ed economia reale, dalla tavola della finanza cadranno solo briciole, spesso avvelenate».

Ma «per restituire centralità alle persone nell’economia e nel mercato, e creare le condizioni per un accesso credibile al lavoro, non è sufficiente far crescere una spiritualità della fraternità: è necessaria un’organizzazione mondiale più efficiente che esprima questa centralità». Per l’arcivescovo Galantino, tra Fratelli tutti e Laudato si’ «è necessaria la migliore politica, posta al servizio del vero bene comune. Purtroppo, invece, la politica spesso assume forme che ostacolano il cammino verso un mondo diverso».