Futuro sostenibile: le ricerche dei dottorandi di Sacru su ambiente e sviluppo

Vatican News

Alessandro Di Bussolo – Città del Vaticano

Mentre gli occhi del mondo guardano alla COP26 di Glasgow, 26 giovani dottorandi di otto università cattoliche di tutto il mondo presenteranno, in un seminario online, le loro ricerche sulla sostenibilità. Dall’8 all’11 novembre saranno i protagonisti del primo appuntamento di Sacru, il network internazionale delle università cattoliche impegnate nella ricerca, che dal 2019 lega atenei dall’Australia al Cile, passando per il Giappone, gli Stati Uniti e l’Europa. “Un futuro sostenibile: la ricerca che impatta sul 21° secolo” è il titolo dell’iniziativa del primo seminario di ricerca della Strategic Alliance of Catholic Research Universities (Sacru), che sarà aperto alle 13 italiane di oggi, 8 novembre, da Milano, dal segretario generale Pier Sandro Cocconcelli, docente di Microbiologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e delegato del rettore per l’internazionalizzazione.

La prima sessione dedicata ai “Futuri climatici”

A tenere il discorso plenario di apertura, sul tema “Capire meglio, progettare, operare e controllare il trasporto pubblico, un fattore chiave per la sostenibilità urbana”, sarà Juan Carlos Muñoz, direttore dell’Istituto per lo Sviluppo Sostenibile della Pontificia Universidad Católica de Chile. Ma subito dopo i protagonisti saranno i giovani ricercatori, che animeranno la sessione sui “Futuri climatici”. Angie Topp Paredes, sempre della Puc di Santiago del Cile, presenterà la sua ricerca su “Il 2020 e il Covid-19 come laboratorio climatico di neutralità del carbonio”. Quindi Sirikaan Prachumyaat, della Sophia University di Tokyo, parlerà del “Rischio di inondazione e gestione delle emergenze. Il caso di studio del fiume Chao Praya”. Infine Marcelo Jara Ruiz, anch’egli della Puc, interverrà su “Legami affettivi, identità territoriale e visione della sostenibilità. Il caso del conflitto socio-ambientale dovuto al progetto integrato Los Bronces nella regione metropolitana di Santiago del Cile”.

Guarda il video di presentazione della rete Sacru

Gli interventi di otto ricercatori dell’ateneo del Sacro Cuore

Nei giorni successivi ci sarà spazio anche per le presentazioni dei dottorandi dell’Australian Catholic University di Sidney e Melbourne, del Boston College, della Pontifícia Universidade Católica do Rio de Janeiro, dell’Universidade Católica Portuguesa di Lisbona, dell’Universitat Ramon Llull di Barcellona e di otto giovani ricercatori dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Martedì 9 novembre Gianpaolo Sabino, al terzo anno del dottorato in Education, presenterà una sintesi del suo lavoro, “Riflessione pedagogica e Laudato si’. Giovani e formazione per l’ecologia integrale, tra cambiamenti climatici e conversione ecologica in azione”, un’approfondita analisi scientifica e culturale dell’enciclica di Papa Francesco sull’ambiente del 2015. Dopo di lui, nella sessione dedicata a ricerche più specifiche sulla sostenibilità, Ludovica Carini, dottoranda in Sociologia, presenterà il progetto “Slow-fashion e inclusione: la rimodellazione sostenibile del ‘Made in Italy’ ” che analizza gli esempi di Giorgio Armani e Wam, un collettivo di designer di discendenza africana.

Come migliorare i raccolti in Africa e la gestione dei rifiuti

Sempre martedì interverranno Chiara Misci e Francesca Bandini, entrambe dottorande di Agro-Food System. Misci, nella sua ricerca su “Il ruolo della fermentazione spontanea, nell’aumentare la sicurezza alimentare delle verdure a foglia indigene africane” ha dedicato attenzione al modo in cui migliorare i raccolti africani in considerazione dell’aumento della popolazione dell’Africa Subsahariana. Bandini, nel suo studio “Destino e diversità microbica dei biopolimeri in condizioni industriali per la digestione anaerobica e il compostaggio aerobico di rifiuti alimentari”, prende in esame il trattamento dei rifiuti solidi urbani su scala di laboratorio.

Il cambiamento climatico e la diffusione dei batteri

La giornata di mercoledì 10 novembre sarà aperta da Federica Costantino, dottoranda dell’International Ph.D. in Science che, con il lavoro “Nanocompositi polimerici avanzati per il processo di bonifica delle acque reflue”, si soffermerà sulla combinazione tra nanotecnologia e luce. A seguire, la presentazione di Viviana Belloso Daza, dottoranda di Agro-Food System, che ha preparato la ricerca “L’influenza del cambiamento climatico nella diffusione di batteri multi-farmaco resistenti nella catena alimentare”, dedicata ad analizzare il nesso causale tra l’aumento delle malattie di origine alimentare e i cambiamenti climatici.

Le multinazionali e gli Obiettivi di sviluppo sostenibile

L’ultima giornata del seminario sarà dedicata alle economie sostenibili. Interverrà Alessia Argiolas, dottoranda all’ultimo anno di Management & Innovation, che nella ricerca “L’impatto degli SDGs sulla pratica del reporting di sostenibilità aziendale: gli Obiettivi globali stanno cambiando il modo in cui le aziende parlano di sostenibilità al giorno d’oggi?” ha analizzato il linguaggio usato dalle multinazionali per verificare se gli Obiettivi di Sviluppo sostenibile (SDGs) siano presenti nella loro comunicazione. L’ultimo Research student dell’Università Cattolica a intervenire sarà Alessandro Iuffmann Ghezzi, dottorando di Agrisystem. Nella ricerca, “C2C E-Commerce di beni di seconda mano: gli utenti sono avidi risparmiatori o adottano consapevolmente un nuovo stile di vita sostenibile?” parlerà dell’aumento dell’e-commerce durante la pandemia di Covid-19 e delle possibili conseguenze ambientali ad esso collegate.

Cocconcelli: “Un seminario autogestito dai dottorandi”

“E’ quasi un’autogestione dei giovani dottorandi – ci dice il professor Cocconcelli – perché il corpo docente è stato coinvolto solo nella preselezione delle ricerche da presentare. Il nostro ruolo sarà fondamentalmente solo quello di facilitare gli studenti nello scambiarsi informazioni su un tema così importante come lo sviluppo sostenibile”.

Sacru, un modello di cooperazione universitaria

Il network di Sacru, ci spiega ancora il suo segretario generale, è nato in risposta all’invito di Papa Francesco alla creazione di un Patto educativo mondiale. Attraverso il lavoro di otto gruppi di lavoro, l’alleanza promuove un modello di cooperazione universitaria ispirato dai valori della fratellanza e della tolleranza, “con l’obiettivo di educare le nuove generazioni, aprirle a stimoli internazionali e interculturali e fornire loro gli strumenti fondamentali per guidare lo sviluppo sostenibile delle innovazioni sociali e scientifiche, messe al servizio del bene comune”.

Gli otto gruppi di lavoro del network di atenei

I gruppi di lavoro vanno dallo studio della vulnerabilità delle società alla pandemia a quello sulla sostenibilità e l’enciclica Laudato Si’. Il terzo gruppo di lavoro è mirato a stimolare l’interazione tra le università promuovendo la mobilità degli studenti e dei docenti, ora bloccata dalla pandemia, “e in questo periodo ha lavorato alla creazione di un campus interuniversitario digitale”. Il quarto si occupa della vita della famiglia, il quinto dell’intelligenza artificiale e il rapporto tra le nuove tecnologie e la persona umana; e il sesto del sistema alimentare, dalla produzione primaria fino alla trasformazione “per trovare soluzioni contro la malnutrizione”. Gli ultimi due working groups si occupano dell’inequità di genere, amplificata dalla pandemia, “perché si è visto che le donne sono state le più colpite”, e infine del Global Compact on Education, l’appello di Papa Francesco per l’educazione delle nuove generazioni.

Il 12 novembre la Conferenza su famiglia e Covid-19

All’indomani della fine del seminario, Sacru organizza online la “Conferenza sulla vita della famiglia e il Covid-19”. Nell’anno dedicato alla Famiglia, i ricercatori di sei università di Sacru presenteranno i risultati delle loro ricerche sull’impatto che la pandemia e il lockdown hanno avuto sulle famiglie. Due tavole rotonde esamineranno questo impatto in vari Paesi di Europa, America e Asia. Nella prima, Rosa Rosnati, M. Moscatelli e Elisabetta Carrà, dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, presenteranno la ricerca “Risorse delle famiglie italiane di fronte alla pandemia: Uno studio longitudinale”.

Il 18 novembre Sacru si presenta all’Expo di Dubai

Infine, l’alleanza Sacru presenterà il 18 novembre all’Expo 2020 di Dubai, nell’ambito del Padiglione Italia, il suo “innovativo modello di cooperazione universitaria ispirata alla solidarietà umana”. Di tutti gli eventi di novembre promossi da Sacru, Vatican News ha parlato con il segretario generale Pier Sandro Cocconcelli, che coordina il network in accordo con l’esecutivo composto dai rettori e dai presidenti degli otto atenei e guidato dal presidente di Sacru, Josep Maria Garrell, rettore dell’Università Ramon Llull di Barcellona e dal vicepresidente Ignacio Sanchez Diaz, rettore della Puc de Chile.

Ascolta l’intervista a Pier Sandro Cocconcelli (Sacru)

Professor Pier Sandro Cocconcelli, ci spieghi innanzitutto cos’è l’alleanza Sacru, perché è nata e come è andato il primo anno di vita in piena pandemia?

Sacru è una rete di otto università cattoliche, che rappresentano quattro continenti, perché abbiamo atenei del Nord e Sud America, Europa, Giappone ed Australia, che hanno deciso di creare un’alleanza strategica, per ottenere uno degli obiettivi principali della formazione universitaria, cioè creare le università senza muri, “university without walls”. E’ importante, perché tutte insieme, queste università, unite dall’identità cattolica, ma anche dalla forte capacità di fare ricerca e formare le nuove generazioni, creano un network composto da oltre 200mila studenti, quasi 12mila professori e personale di ricerca e altre 12mila persone come staff amministrativo. Otto università e trentun campus: perché creare delle reti universitarie? Il primo obiettivo è formare le nuove generazioni con l’idea che l’apertura al mondo, la capacità di collaborare con altri Paesi sia una parte predominante del curriculum universitario. Prepararli cioè a gestire la complessità del sistema globale. Inoltre i grandi temi della ricerca per questo secolo possono essere affrontati unicamente con una visione multi e transdisciplinare, per produrre nuove conoscenze e trasferirle nella vita quotidiana dei cittadini di questo pianeta.

In questo primo anno l’attività di Sacru si è svolta principalmente o solo on-line?

Purtroppo, dopo il primo incontro fatto nel 2019 per organizzare la rete, appena prima della pandemia, tutte le attività si sono svolte tramite connessioni telematiche. Se questa è stata una limitazione, ci ha però permesso di imparare ad utilizzare questi strumenti. Così come abbiamo imparato a fare didattica attraverso un computer, nel periodo dei lockdown, allo stesso modo siamo riusciti a sviluppare attività di ricerca con colleghi che sono in altri continenti.

Parlando del Global Compact on Education, Sacru è un modo col quale le vostre 8 università rispondono all’appello del Papa. Non è così?

Certo, i sette impegni e le cinque aree tematiche del patto educativo sono nel Dna di queste università. Perché mettere al centro la persona, ascoltare le giovani generazioni, promuovere la donna, responsabilizzare la famiglia, aprire all’accoglienza e poi agire sull’economia e sulla politica e costruire la casa comune, sono obiettivi comuni a tutte le università cattoliche. Gli atenei che aderiscono a Sacru, con una forte propensione alla ricerca, hanno scelto di affrontare il tema della dignità e dei diritti umani, della fraternità e della cooperazione alla luce anche dell’ultima Enciclica del Papa, e il rapporto tra tecnologie e l’ecologia integrale, cioè come le nuove tecnologie possono avere un impatto positivo sulle persone e sull’ecosistema. Inoltre, si discuterà di pace e cittadinanza globale, cultura e religione e dialogo interreligioso, uno degli aspetti fondanti anche delle nostre attività di ricerca.

Veniamo al primo degli appuntamenti di novembre: il seminario on-line di ricerca per studenti e ricercatori sugli Obiettivi per uno Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite…

Abbiamo scelto di mettere insieme le nuove generazioni di ricercatori, cioè studenti che stanno preparando la tesi di laurea e i giovani dottorandi. Il tema è quello dello sviluppo sostenibile, visto sempre in un’ottica transdisciplinare, quindi coinvolgendo chi opera nelle scienze della vita, chi nelle scienze economiche, chi in quelle sociali. E’ quasi un’autogestione degli studenti, perché i docenti sono stati coinvolti unicamente nella preselezione dei giovani dottorandi. Nella settimana che va dall’ 8 al 11 novembre gli studenti si incontreranno, chiaramente ad orari differenti nei loro Paesi.  Sono stati selezionati ventotto progetti di ricerca e, come in un convegno scientifico, gli studenti presenteranno il loro lavoro e ne discuteranno. Il nostro ruolo di docenti sarà fondamentalmente solo quello di facilitare gli studenti nello scambiarsi informazioni su un tema così importante come lo sviluppo sostenibile.

Il 12 novembre, poi, sempre on-line, Sacru promuove una conferenza sull’impatto della pandemia e dei lockdown sulla vita familiare. Qui i protagonisti saranno soprattutto i giovani ricercatori sociali?

Sì, questo è soprattutto per loro: è un tema molto importante, che raccoglie le attività dei vari centri di ricerca sul tema della famiglia delle nostre università. Ci saranno due tavole rotonde dove verrà presentata la visione, a 2 anni dall’inizio della pandemia, di quello che è successo e soprattutto quella che potrà essere la fase post pandemica e come usciranno le famiglie da questo periodo che ha modificato totalmente il nostro stile di vita.

E infine, come presenterete, il 18 novembre, l’alleanza Sacru al Padiglione Italia dell’Expo 2020 di Dubai?

Quello che presenteremo, nella settimana della tolleranza all’Expo di Dubai, è il modello di cooperazione interuniversitaria che è ispirato alla solidarietà, tema centrale di Sacru. Tre di noi saranno fisicamente presenti, due invece saranno connessi on-line. Presenteremo questa rete per far capire come sia possibile mettere insieme università diverse e, anche in un periodo così complesso come è stato questo, riuscire a collaborare per produrre articoli di ricerca, position paper o per creare attività comuni di formazione degli studenti. Sarà anche un’occasione per tentare di allargare le collaborazioni con altre reti di ricerca.

Quest’ultimo evento sarà finalmente un evento in presenza, anche se ristretto…

Sì, sarà il primo evento in compresenza fisica, ci saranno incontri con università degli Emirati. Sarà anche il primo nucleo per creare una rete degli alumni (gli ex studenti, n.d.r.) delle università di Sacru. Noi abbiamo già una rete piuttosto forte, come Università Cattolica del Sacro Cuore, e tutte le 8 università hanno reti di ex alunni. Tutti questi ex-studenti sono uniti da una formazione comune, quella delle università cattoliche. Questa rete è fondamentale soprattutto per la loro attività professionale, ma anche per istituire una rete più ampia di studenti di Sacru.

E avete in programma, per il prossimo anno, di fare incontrare, finalmente in presenza, i giovani ricercatori di queste otto università?

L’obiettivo era di fare un evento a Roma nel 2020, l’abbiamo spostato al 2021, ma non è stato possibile organizzarlo. Ora speriamo di riuscire a farlo a Roma nel 2022. Dovrebbe essere sempre un seminario di ricerca, mirato soprattutto ai giovani.  Speriamo anche di organizzare un incontro a Milano con seminari di ricerca e una riunione degli otto rettori di queste università, nella primavera del 2022. Dipenderà da come sarà la situazione pandemica. L’idea è quindi di avere, nel 2022, un incontro in primavera per i rettori a Milano e, in estate, soprattutto per i giovani ricercatori, un incontro a Roma.