Francesco: ricordare la Shoah è un segno di umanità

Vatican News

Andrea De Angelis – Città del Vaticano

“Oggi, anniversario della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz, si celebra la Giornata della Memoria. Commemoriamo le vittime della Shoah e tutte le persone perseguitate e deportate dal regime nazista”. Le parole di Francesco al termine dell’udienza generale sottolineano l’importanza del Giorno della Memoria che si celebra ogni 27 gennaio. “Ricordare – ribadisce – è una espressione di umanità, ricordare è segno di civiltà, ricordare è condizione per un futuro migliore di pace e fraternità”.

Ricordare anche è stare attenti perché queste cose possono succedere un’altra volta, incominciando da proposte ideologiche che vogliono salvare un popolo e finiscono per distruggere un popolo e l’umanità. State attenti a come è incominciata questa strada di morte, di sterminio, di brutalità.

Cos’è il Giorno della Memoria

Esattamente 76 anni fa, il 27 gennaio 1945, le truppe sovietiche dell’Armata Rossa abbattevano i cancelli di Auschwitz, rivelando così al mondo, per la prima volta, la realtà del genocidio in tutto il suo orrore. Quella data è stata scelta dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite per la “Giornata internazionale di commemorazione in memoria delle vittime della Shoah”.

Quando fu istituito

Questa ricorrenza fu istituita il 1° novembre 2005 dalle Nazioni Unite con la Risoluzione 60/7. Una decisione presa in un anno significativo: quello del sessantesimo anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale. In Italia il Giorno della Memoria fu istituito cinque anni prima, nel 2000, con il Parlamento italiano che scelse proprio la data del 27 gennaio. Il primo Paese a volere una giornata commemorativa nazionale, fu la Germania, esattamente venticinque anni fa: era il 1996, fu scelto anche allora il 27 gennaio.