Chiesa Cattolica – Italiana

Fides, nel nuovo video sulla Mongolia la storia missionaria del cardinale Marengo

In vista del viaggio apostolico di settembre, l’agenzia Fides ha pubblicato un secondo video-reportage sul Paese asiatico con un focus sugli inizi e l’attualità dell’esperienza del prefetto apostolico

Alessandro De Carolis – Città del Vaticano

Un arrivo in punta di piedi, a 27 anni, un luglio dei primi anni Duemila. Le hostess che parlano mongolo sull’aereo che da Seul sta decollando per la terra di Gengis Khan fanno dire a lui e al gruppo di missionari che sta per cominciare quell’avventura “chissà se un giorno riusciremo anche noi a imparare questa lingua”. Molti anni dopo, quella speranza è la realtà che si misura in una piccola e dinamica chiesa di 1.500 battezzati, con una inculturazione avvenuta appieno all’interno di una cultura che ha una propensione al “dato spirituale”, a leggere la vita con occhi che vanno oltre il quotidiano per interrogarsi sull’“aspetto profondo delle cose”.

Guarda il secondo video-reportage di Fides

Fede “nomade”

Con la sua voce pacata il cardinale Giorgio Marengo è il protagonista del secondo video-reportage prodotto per l’Agenzia Fides da Teresa Tseng Kuang yi in vista del viaggio di Papa Francesco in Mongolia dal 1 al 4 settembre. Come nel primo video, anche in questa seconda puntata l’intervista al prefetto apostolico di Ulanbaataf si alterna alle immagini delle immense distese di terra mongole. Il cardinale Marengo ricorda la prima Messa celebrata in una Ger, la tradizionale tenda mongola, e mette a un certo punto in risalto una differenza tra la cultura di provenienza e quella in cui si è radicato, per la quale – dice – essendo “nomadica” e non stanziale, tutto deve essere “trasportabile, leggero, provvisorio a differenza della sedentarietà della cultura occidentale”.

Piccola Chiesa nella grande Chiesa

Eppure, prosegue, questo non condiziona animi aperti alla trascendenza come dimostra la vitalità di una piccola comunità che, attraverso l’inclusione del porporato nel collegio dei cardinali, permette di “offrire alla Chiesa universale quello che l’esperienza di una Chiesa missionaria così piccola e così nuova può avere”. E in fondo, riflette il cardinale Marengo, la natura propria della Chiesa è di essere “pellegrina” e dunque “nomade, come le genti della Mongolia con le loro tende, sempre in cammino verso il compimento dei tempi”.

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