Esorcismo, necessaria una formazione interdisciplinare per combattere il maligno

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Al XVIII Corso su Esorcismo e preghiera di liberazione di Roma, all’Ateneo Regina Apostolorum, esperti internazionali hanno messo in evidenza i progressi di una ricerca accademica affidabile per rispondere alle esigenze in crescita di tutto il mondo. Monsignor Staglianò, presidente della Pontificia Accademia di Teologia: “Il vescovo ha un ruolo essenziale: scegliere con sapienza e prudenza chi potrà diventare esorcista. Non deve negare, nelle proprie diocesi, il ministero dell’esorcistato”

Federico Piana- Città del Vaticano

Angeli e demoni nella Sacra Scrittura e nel Magistero della Chiesa, le fonti storiche del rituale dell’esorcismo, i tratti pastorali e spirituali della teologia dell’esorcismo come sacramentale. E poi, ancora, gli aspetti psicologici dell’esorcismo e del satanismo, la simbologia nei rituali magico-occultistici- satanici e il rapporto del cinema e della musica con il satanismo e l’esorcismo. Anche quest’anno il Corso sull’esorcismo e la preghiera di liberazione, giunto alla sua diciottesima edizione ed organizzato dall’Istituto Sacerdos dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum in collaborazione con Gruppo di Ricerca ed Informazione Socio Religiosa (Gris), ha fornito alla Chiesa universale e alla società numerosi approfondimenti interdisciplinari utili per comprendere quello che rimane un fenomeno ancora poco indagato. “E’, infatti, sempre più urgente garantire una formazione adeguata in questo ambito ancora spesso angusto o non ben gestito ed interpretato”, assicura padre Edward Mc Namara, direttore dell’Istituto Sacerdos.

Esperti da tutto il mondo

Ecco, allora, che al corso, che si è concluso oggi, sabato 11 maggio, hanno trovato spazio relatori ed esperti internazionali del calibro del cardinale Francesco Coccopalmerio, di monsignor Karel Orlita, sacerdote della Repubblica Ceca e nuovo presidente dell’Associazione mondiale degli esorcisti, del dottor Héctor de Ezcura, psichiatra argentino da anni impegnato a sottolineare l’importanza del rapporto che si deve creare tra lo psichiatra, l’esorcista ed i suoi assistenti. Di stretta attualità anche l’intervento di don Fortunato Di Noto, fondatore dell’Associazione Meter, che ha squarciato il velo sul terribile vincolo che spesso mette in relazione pedofilia e pornografia infantile ed i riti occulti e satanici.

Monsignor Staglianò: “Scegliere con sapienza e prudenza”

“Il ruolo del vescovo nel ministero dell’esorcismo è legato ai Tria munera (i tre compiti affidati ad ogni pastore della Chiesa) di cui egli è responsabile: la missione di santificare, quella di governare e quella di insegnare” spiega ai media vaticani monsignor Antonio Staglianò. Il presidente della Pontificia Accademia di Teologia, che nella prima giornata del corso si è soffermato su questo aspetto in una lunga ed articolata relazione, sottolinea che per il vescovo è, innanzitutto, essenziale il “discernimento per scegliere con grande sapienza e prudenza i sacerdoti che dovranno essere nominati esorcisti, i quali sono chiamati ad un ministero di carità e di amore”. Il compito di governo che spetta al vescovo, aggiunge monsignor Staglianò, deve spingerlo “a non negare, nella propria diocesi, il ministero dell’esorcistato”. Inoltre, la sua stessa missione santificatrice racchiude in sé una potente forza esorcistica: “Perché – entra nel merito – la lotta tra il bene ed il male avviene, necessariamente, anche tramite l’opera sacramentale”.

Ascolta l’intervista a monsignor Antonio Staglianò

Padre Dermine: “Esorcisti, missionari in equilibrio precario”

Preghiera e silenzio dovrebbero essere alla base della vita di un buon esorcista. “In sostanza, per essere efficace deve riuscire ad avere una spiritualità attiva e cosciente senza farsi schiacciare dalle numerose richieste d’aiuto di coloro i quali chiedono di essere liberati dal maligno”, ammonisce padre Francois Dermine, esorcista e presidente del Gris. Altra caratteristica fondamentale è riuscire a conciliare “il ministero dell’esorcistato con i doveri richiesti dal proprio stato come ad esempio di religioso o di parroco. In fondo, la propria comunità di riferimento esige che l’esorcista eserciti le sue funzioni proprio all’interno di quella stessa comunità. Un equilibrio complesso”.

Ascolta l’intervista a padre Francois Dermine

Errori e comportamenti virtuosi

Ci sono errori, assicura padre Dermine, dai quali ogni esorcista dovrebbe tentare di fuggire. Uno dei più pericolosi è la fretta nel discernimento: “I giudizi affrettati costano caro sia alla persona sofferente che all’esorcista  il quale deve essere in grado di conoscere approfonditamente le persone alle quali concede delle benedizioni.  Bisogna rendersi conto in modo chiaro della genesi dei suoi problemi e dei suoi mali spirituali”. Per questo l’esorcista ha bisogno anche di farsi aiutare “consultandosi con persone esperte: ad esempio uno psichiatra,nel caso in cui  il sacerdote non sia in grado di sapere con certezza se chi si è rivolto a lui è sotto l’effetto del demonio. Fare un esorcismo su una persona affetta da disturbi psichici può aggravare solo la sua situazione”, conclude padre Dermine.