Elezioni in Israele: all’ 80% dei voti scrutinati si va verso la netta vittoria di Netanyahu

Vatican News

Adriana Masotti – Città del Vaticano

Con l’80% dei voti scrutinati, il blocco di destra dell’ex premier e leader dell’opposizione Benjamin Netanyahu si appresta a vincere le elezioni in Israele. La coalizione otterrebbe infatti 65 seggi alla Knesset sui 120 totali. Gli exit poll ne prevedevano 62 ma, a un certo punto dello spoglio, sembrava che il blocco potesse arrivare anche a 69. Il Likud di Netanyahu è, dunque, il primo partito con 31 seggi potenziali. Circa 45 i seggi del partito centrista dell’attuale premier Lapid, Yesh Atid. Al terzo posto il partito Sionismo religioso, di estrema destra, guidato da Itamar Ben Gvir. Preoccupazione per i tre partiti di centro-sinistra, ma tra questi la lista araba Ra’am supera la soglia di sbarramento per poter entrare nel parlamento. Le elezioni di ieri sono state le quinte in meno di quattro anni e la percentuale degli elettori che si è recato alle urne, il 71,3%, è stata la piu’ alta dalle elezioni del 2015.

Le prime reazioni

“Oggi abbiamo ricevuto un’incredibile espressione di supporto. Siamo vicini a una grande vittoria”, ha commentato nella notte il leader del Likud,  “La nazione voleva un governo diverso”, ha aggiunto, secondo quanto riportano i media israeliani. “Fino all’ultima busta, nulla dice che è finita”: aveva detto da parte sua Lapid in un primo commento ai risultati, ribadendo il valore di una “politica che non si basa sull’odio e sull’incitamento”. “L’ascesa dei partiti religiosi di estrema destra alle elezioni israeliane è un risultato naturale delle crescenti manifestazioni di estremismo e razzismo nella società israeliana, di cui il nostro popolo soffre da anni”. Queste le parole, ieri, del premier dell’Autorità nazionale palestinese Mohammad Shtayyeh, citato dall’agenzia Maan, di fronte ai primi esiti dello scrutinio.