Direttiva Ue Case Green, sfida impegnativa con l’obiettivo zero emissioni

Vatican News

Il Parlamento europeo ha approvato la Direttiva Case Green, che impone agli Stati una graduale riduzione del consumo energetico degli edifici residenziali fino all’obiettivo di zero emissioni entro il 2050. Si stima che il 60% delle abitazioni europee vada adeguato e solo in Italia la spesa ammonterebbe a 270 miliardi di Euro. Costi che allarmano famiglie e forze sociali. Mercalli (climatologo): si può arrivare ad un risparmio energetico del 90% ma lo Stato deve aiutare le famiglie

Marco Guerra – Città del Vaticano

Un’occasione storica per ridurre le emissioni e migliorare la sostenibilità ambientale del parco immobiliare europeo o una misura che rischia di trasformarsi in un impegno economico troppo gravoso per le famiglie e le casse pubbliche degli Stati del vecchio continente? A tre giorni dalla sua approvazione al Parlamento Europeo – con 370 voti favorevoli, 199 contrari 46 astenuti – continua a far discutere la direttiva europea Case Green (Energy performance of building directive, Epbd).

Obiettivo emissioni zero nel 2050

Il provvedimento obbliga tutti gli stati membri ad adottare un piano nazionale che preveda la riduzione progressiva del consumo di energia degli edifici residenziali. Viene fissato un primo taglio del 16% entro il 2030 e del 20-22% entro il 2035. Obiettivo finale è arrivare entro il 2050 con un parco residenziale a zero emissioni. Almeno 55% della riduzione del consumo medio di energia deve essere ottenuto attraverso la ristrutturazione degli edifici con le peggiori prestazioni, quelli più energivori, ovvero quelli classificati F e G. La misura interviene anche sui bonus casa, dal 2025 i Paesi membri dovranno eliminare gli incentivi per le caldaie a solo metano, che a loro volta dovranno essere tolte dalle case per essere sostituite da apparecchi ibridi.

In Ue sei case su dieci da ristrutturare

La direttiva è stata accolta positivamente dai movimenti ambientalisti ma ha sollevato anche perplessità in diversi ambienti politici e sociali, non a caso il gruppo del Partito Popolare Europeo si è spaccato al momento del voto del provvedimento. Si calcola che, solo in Italia, tra i 5,5 e 7,6 milioni di edifici sono in condizioni energetiche scadenti e dovranno essere riqualificati, con un esborso ingente da parte dei proprietari, sia pubblici che privati. Secondo l’Istat oltre l’82% degli edifici in Italia sono residenziali, cioè 12 milioni sui 14,5 milioni totali. L’Enea stima che quasi 6 su 10 hanno un’età media di 59 anni. Le cose non vanno molto meglio nel resto dei Paesi europei, dove mediamente quasi il 60% delle abitazioni sarà da ristrutturare entro il 2050.

600 miliardi di spesa solo in Italia

Gli esperti di economia fanno notare che si tratta di impegno enorme, una sfida gigantesca che avrà ripercussioni nei risparmi delle famiglie e sulle casse pubbliche. Solo in Italia si stimano lavori per 270 miliardi. Fatto sta che il principale sindacato degli inquilini italiano, il Sunia, sottolinea che “sicuramente la Direttiva europea” sulle case green “va nella giusta direzione per la salvaguardia del clima e dell’ambiente, ma non si può non considerare che non sarà un’operazione indolore per migliaia di famiglie, il più delle volte proprietarie della sola abitazione abitata e nella gran parte dei casi con situazioni reddituali non adeguate”. L’Abi, l’Associazione Bancaria Italiana, osserva che gli obiettivi sono sfidanti e quindi è necessario prepararsi per tempo, anche con adeguate politiche pubbliche a sostegno delle famiglie meno abbienti”. Sempre secondo Enea, infatti, per raggiungere i target bisognerà prevedere una spesa cinque volte superiore a quella rappresentata dal superbonus 110%, ovvero 600 miliardi di euro. Il ministro dell’Ambiente dell’Italia, Pichetto Fratin, ha evidenziato che sono stati fatti passi in avanti rispetto al testo iniziale della direttiva ma che gli “obiettivi ancora troppo difficili”.

Mercalli (climatologo): occasione storica ma lo stato sostenga le famiglie

Luca Mercalli, presidente della società meteorologica italiana, ai nostri microfoni spiega che “le case europee utilizzano il 40% dell’energia consumata nell’Ue, molto più delle automobili”, quindi “tappare i buchi” da cui sfugge l’energia dalle case è fondamentale e con “lavori fatti bene” un edificio può arrivare persino al 90% di risparmio energetico. Riguardo ai grandi costi economici, Mercalli ritiene che la politica ha il compito di abbattere le diseguaglianze con incentivi che permettano a tutti di beneficiare della ristrutturazione. “Il problema maggiore – aggiunge – sarà per gli affittuari che dovranno convincere i proprietari a fare i lavori”. Secondo il climatologo in molti casi basterebbero anche prestiti agevolati perché nel corso di pochi anni il risparmio energetico ripaga l’investimento.

Ascolta l’intervista a Luca Mercalli