Dieci personaggi in cerca di un confronto tra filosofia e spiritualità

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“I dialoghi sulla montagna” è il titolo della piece andata in scena nel Teatro Andromeda – Santo Stefano di Quisquina, in provincia di Agrigento. Il testo scritto da don Vincenzo Arnone è stato recitato dagli attori Silvia Budrio e Bruno Santini

Marina Tomarro – Città del Vaticano

La vita, e il dolore, ma anche il destino, e il mistero, e poi la bellezza e la profondità del mare, l’immortalità, e la morte. Sono questi i temi trattati ne “I Dialoghi sulla montagna”, la rappresentazione teatrale scritta e diretta da don Vincenzo Arnone, andata in scena al teatro Andromeda- Santo Stefano di Quisquina, in provincia di Agrigento, li dove è anche ambientato il testo.

La Valle dei Templi protagonista dei Dialoghi

“Si tratta – spiega l’autore don Arnone – di cinque dialoghi ambientati nella Valle dei Templi ad Agrigento, quattro in epoca precristiana all’incirca nel 50 A.C., l’ultimo in epoca cristiana. Si ispirano a quelli che sono i dialoghi nei classici dell’antichità dove venivano trattate questioni filosofiche ed esistenziali molto importanti, da lì poi ho elaborato questi incontri particolari, ad esempio tra la Sibilla e Astilo che è un pastore, oppure tra il filosofo Empedocle e Pantea una donna che vive in campagna, tra i quali nasce un dialogo appassionato. I due attori, che interpretano questi personaggi, sono Silvia Budrio e Bruno Santini, due nomi conosciuti sia nell’ambito della cinematografia che nel teatro, che hanno saputo cogliere sia il lato drammatico che quello più riflessivo del testo”.

Ascolta l’intervista a don Vincenzo Arnone

Egeria la prima pellegrina in Terra Santa

I cinque dialoghi coinvolgono diversi personaggi sia realmente esistiti sia nati nell’immaginario dell’uomo “Ho scelto – continua a raccontare don Vincenzo – personaggi vari come la Sibilla, o Ecate la divinità degli inferi, oppure il mito di Orfeo, ma anche figure storiche come Empedocle, o anche Egeria la prima donna che nel 383 intraprese un lungo pellegrinaggio in Terra Santa”. E proprio questa pellegrina è protagonista assieme a un contadino di nome Ermogene dell’ultimo dialogo dove si confrontano sul valore del silenzio e della saggezza. “La figura di Egeria – sottolinea don Arnone – è di una rilevanza storica fondamentale. In questo ultimo dialogo lei propone l’importanza del silenzio, citando brano biblici del Siracide, del libro della Sapienza o dei Proverbi, o addirittura citando il Vangelo stesso, invitando chi la sta seguendo in quel momento ad ascoltare la propria voce interiore. Tra l’altro di lei si conserva un diario che ancora oggi riporta degli insegnamenti molto attuali”.

Il teatro un’emozione visibile

L’amore di don Vincenzo Arnone per il teatro nasce molti anni fa. “Nel corso degli anni – racconta – ho scritto vari testi teatrali. Tre in particolare sono stati rappresentati a Palazzo Vecchio a Firenze, su tre grandi personaggi storici: Girolamo Savonarola, Michelangelo Buonarrotti e Leonardo Da Vinci. Altri testi poi sono stati rappresentati in giro per l’Italia. Ho sempre pensato che il teatro può far diventare voce quella che è un’idea che nasce dentro di noi, forse perché come il cinema è l’arte più immediata che rende visibili le nostre emozioni”