Dalle Saline di Cervia il tradizionale dono del sale al Papa

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Marina Tomarro – Città del Vaticano

Un dono che ha radici molto lontane che inizia nella metà del Quattrocento, con il vescovo Pietro Bardo, che iniziò a mandare il sale a Roma in Vaticano. Quando, successivamente, salì al soglio pontificio con il nome di Papa Paolo II, volle che si proseguisse questa donazione. E la tradizione si mantenne fino alla Breccia di Porta Pia nel 1870, quando si interruppe. Nel 2003 fu l’allora canonico di San Pietro, monsignor Mario Marini, a voler ripristinare questa usanza e riprendere la donazione del salfiore cervese alla mensa pontificia e a tutte le chiese della diocesi di Roma. “Il sale ha un significato spiritale molto forte – spiega don Pierre Cabantous arciprete di Cervia – perché nell’antico rito del battesimo, il sale veniva poggiato in minuscola quantità sulle labbra del bambino. Il sacerdote pronunciava la frase “accipite sal sapientie” cioè ricevi il sale della sapienza, ed era quindi un onore per Cervia poter servire tutte le parrocchie della città di Roma. “E anche oggi per noi è stata una grande emozione poter donare questo nostro prodotto al Santo Padre”.

Ascolta il commento di don Pierre Cabantous

Le vie del sale

Dal 2017, c’è una tradizione in più, perché il sale viene portato da un gruppo di pellegrini che camminando a piedi attraverso la storica via Romea Germanica giungono a Roma per questo appuntamento.  “Abbiamo pensato di organizzare una speciale consegna del sale al Papa – racconta Franco Di Ticco tra i promotori del Cammino del Sale – e di arrivare a Roma attraverso un cammino fatto di varie tappe, durante le quali incontriamo persone a cui doniamo simbolicamente delle piccole quantità del nostro prodotto”. Un percorso a piedi che si snoda per 217 km e che attraversa l’Emilia Romagna, l’Umbra, fino ad arrivare nella capitale, per l’atteso incontro con il Papa. “Ogni giorno percorriamo circa 25 Km – spiega ancora Di Ticco – ma la cosa più bella di questo percorso sono gli incontri umani che facciamo e le amicizie che nascono”

Ascolta l’intervista a Franco Di Ticco

Un sale in armonia con il territorio

E il sale di Cervia detto anche sale dolce, è una delle produzioni più antiche d’Italia. “A Cervia prima si contavano circa 140 saline – racconta Franco – poi con il tempo si è pensato di unificarle e di raccogliere tutto il sale una volta l’anno. E’ stata però salvata un’antica salina che addirittura pare risalga all’epoca etrusca, che è diventato un museo a cielo aperto, dove i visitatori hanno la possibilità di visitare questo luogo e il museo annesso con tutti gli strumenti che venivano utilizzati per produrre il sale e assaggiare anche il sale prodotto lì che è stato classificato come un cibo slow food cioè creato in armonia con l’ambiente e l’ecosistema che lo circonda”.