Crisi ucraina, il Papa: passare dalle strategie di potere a un progetto di pace globale

Vatican News

Antonella Palermo – Città del Vaticano

Dopo la preghiera mariana dell’Angelus, il Papa esprime nuovamente la sua preoccupazione per la crisi ucraina e invita a continuare a pregare per la pace nel Paese e nel mondo intero.

La crisi ucraina può diventare una sfida per statisti saggi

Faccio appello ai Capi delle nazioni e delle Organizzazioni internazionali, perché reagiscano alla tendenza ad accentuare la conflittualità e la contrapposizione.Il mondo ha bisogno di pace.

Ma, precisa ancora una volta il Pontefice, il desiderio è quello non di una pace basata “sull’equilibrio degli armamenti, sulla paura reciproca”, perché vorrebbe dire “far tornare indietro la storia di settant’anni”. E così aggiunge:

La crisi ucraina avrebbe dovuto essere, ma – se lo si vuole – può ancora diventare, una sfida per statisti saggi, capaci di costruire nel dialogo un mondo migliore per le nuove generazioni. Con l’aiuto di Dio, questo è sempre possibile!

L’auspicio è di “passare dalle strategie di potere politico, economico e militare a un progetto di pace globale: no a un mondo diviso tra potenze in conflitto – dichiara Francesco – sì a un mondo unito tra popoli e civiltà che si rispettano”.

Bombardato l’aeroporto di Melitopol occupato dai russi

La cronaca dal terreno racconta che i media russi hanno accusato l’Ucraina di aver bombardato l’aeroporto di Melitopol che è attualmente controllato dalle forze di Mosca. Secondo Ria Novosti le forze ucraine hanno bombardato la città, temporaneamente occupata, per due volte nella notte. Impedito ai civili di accedere ai rifugi antiaerei, le forze russe li hanno chiusi tutti – riferiscono i media ucraini – e molti residenti starebbero tentando di lasciare la città. L’esercito ucraino ha colpito le città russe di Kursk e Belgorod, vicino al confine, con missili Tochka-U e droni Reis “con un attacco deliberato con missili balistici Tochka-U con munizioni a grappolo e droni Tu-143 Reis sulle aree residenziali, dove non ci sono militari”. Lo afferma il ministero della difesa russa, come riporta Ria Novosti aggiungendo che “l’attacco missilistico è stato pianificato ed effettuato di proposito contro la popolazione civile delle città russe”. 

Sotto pieno controllo russo Lysychansk, nel Luhansk

Lysychansk, l’ultimo grande bastione ucraino nella strategica provincia orientale di Luhansk, è caduta. Lo riporta la Tass citando il Ministro della Difesa russo. Tuttavia, c’è stata una nuova controffensiva ucraina nei territori occupati dai russi. A Chornobayivka, cittadina vicino Kherson nel sud est dell’Ucraina, le forze armate dell’Ucraina hanno fatto saltare in aria un magazzino di munizioni russe. Anche in territorio bielorusso secondo quanto afferma il presidente bielorusso Lukashenko – la settimana scorsa l’Ucraina ha cercato di colpire strutture militari, ma tutti i suoi missili sono stati intercettati. Intanto, i sistemi di difesa aerea russi hanno abbattuto due droni ucraini Strizh che si stavano avvicinando a Kursk, capoluogo dell’omonima provincia russa. Il foraggiamento di armi all’Ucraina continua: gli Stati Uniti stanno inviando due sistemi missilistici terra-aria Nasams, quattro radar supplementari di contro-artiglieria e fino a 150.000 proiettili di artiglieria da 155 mm. 

Mosca ammette l’affondamento della nave Saratov

La Russia ha affermato di aver recuperato una grande nave da sbarco, la Saratov, affondata dal suo equipaggio dopo che un missile ucraino l’ha danneggiata nel porto di Berdyansk il 24 marzo. In post su Telegram, citato da Bbc, un funzionario nominato dalla Russia nell’Ucraina meridionale, Vladimir Rogov, ha affermato che i missili balistici Tochka-U hanno preso di mira il porto controllato dai russi. L’equipaggio ha quindi affondato la nave “per prevenire la detonazione delle munizioni di bordo a causa dell’incendio scoppiato”, ha spiegato. All’epoca l’Ucraina disse di aver colpito la nave ma la Russia ha confermato la notizia solo ora. 

Ue valuta controlli per rendere più efficaci le sanzioni

L’Unione europea sta valutando la possibilità di rendere più efficaci le sanzioni adottate, specialmente quelle contro la Russia, attraverso la costituzione di un’ Authority ‘ad hoc’ che ne controlli l’applicazione poichè quest’ultimo compito ricade sotto la responsabilità degli Stati membri e non sempre viene svolto al meglio. Lo ha confermato la commissaria Ue per i servizi finanziari Mairead McGuinness in un’intervista al Financial Times, dicendosi favorevole all’idea che potrebbe prendere la forma di una versione Ue dell’Ufficio per il controllo degli asset esteri (Ofac), l’agenzia del Tesoro Usa.