“Come un gatto in tangenziale”: dal film alla realtà

Vatican News

Gabriella Ceraso e Silvia Giovanrosa – Città del Vaticano 

Tornano al cinema dopo il successo di circa tre anni fa Monika e Giovanni, indimenticabili protagonisti di ” Come un gatto in tangenziale”. Sul grande schermo dal 26 agosto Paola Cortellesi ed Antonio Albanese, si ritrovano fianco a fianco ad interpretare il sequel ” Ritorno a Coccia di morto”.

Trama e personaggi tra realtà e finzione

Monika è stata arrestata per avere preso le difese delle sorelle cleptomani, che durante uno dei loro numerosi furti, nascondono la refurtiva in un locale di sua proprietà. Giovanni l’aiuta ad uscire di galera e a scontare una pena alternativa presso una parrocchia di periferia molto impegnata socialmente, dove incontrerà Don Davide, il parroco, rappresentante perfetto della “ Chiesa in uscita” tante volte citata da Papa Francesco.

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A questo proposito, una piccola curiosità: il personaggio di don Davide, interpretato nel film da Luca Argentero, esiste davvero….. Nella costruzione del personaggio Riccardo Milani si è ispirato infatti a don Davide Brambilla, Vicario della Parrocchia Santa Maria Annunciata in Chiesa Rossa, una chiesa della periferia milanese, impegnata a diffondere il messaggio del Vangelo in modo concreto ed operativo.

Don Davide, quello reale, si occupa dei ragazzi della sua comunità, gestisce un Centro d’Ascolto confrontandosi con la gente del quartiere, soprattutto con i più bisognosi e guida l’Associazione Alveare che si prende cura di quanti vengono affidati alla comunità parrocchiale per scontare pene alternative, restituendo dignità a chi pensa di averla perduta.

On air

Oggi negli studi della Radio Vaticana gli ospiti, Paola Cortellesi, il regista Riccardo Milani e don Dario Viganò, partendo dal racconto del film, hanno riflettuto sui temi cari al magistero di Papa Francesco: il ruolo sociale della Chiesa, il degrado delle periferie cittadine, le disuguaglianze sociali, la necessità di spazi inclusivi, la cultura come diritto di tutti, anche di chi, costretto dalle necessità della vita, pensa che “con la cultura nun se magna”. Il nutrimento dell’anima, invece, rappresenta una possibilità di riscatto per l’essere umano ed una base di contatto e di dialogo tra realtà apparentemente lontanissime e incomunicabili. Monika e Giovanni rappresentano due facce dell’Italia contemporanea, contraddittorie e diffidenti l’una dell’altra, ma capaci di arricchirsi vicendevolmente grazie ad un incontro basato sulla sincerità. Senza mai calcare la mano, il film racconta disagi e speranze, solidarietà inattese e l’improvviso coraggio di chi non si sente più solo.

Ed è proprio la Chiesa, la Parrocchia appunto, che nel film ha una parte fondamentale, ad offrire una nuova ed ulteriore occasione per riflettere e rispondere alla richiesta di Papa Francesco: “Essere pastori con l’odore delle pecore, pastori in mezzo al proprio gregge e pescatori di uomini.”