Come affrontare la crisi energetica: la diocesi di Padova scrive alle parrocchie

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Tiziana Campisi – Città del Vaticano

Un piccolo strumento per affrontare i rincari energetici, che stanno provocando una situazione di grave disagio e difficoltà, e per vivere il contesto attuale alla luce del Vangelo. Ad offrirlo ai fedeli, e in particolare ai consigli pastorali parrocchiali e ai consigli parrocchiali per la gestione economica, è la diocesi di Padova che, in occasione della festa di San Francesco d’Assisi, ha diffuso il documento “Crisi energetica. Una nota alle parrocchie”, disponibile anche on line, richiamando a una conversione nell’ottica dell’ecologia integrale sottolineata da Papa Francesco nella Laudato si’. Si tratta di vademecum che propone una riflessione del vicario generale, don Giuliano Zatti, una traccia di lavoro per gli organismi di comunione, con suggerimenti per la preghiera e il confronto, e un testo di approfondimento.

L’invito alla solidarietà della Dottrina sociale della Chiesa

Don Zatti scrive che “i rincari energetici – conseguenza diretta del conflitto tra Ucraina e Russia oltre che delle speculazioni internazionali dei produttori e distributori di energia e gas – stanno provocando una situazione di grave disagio e difficoltà che richiede una riflessione attenta” anche da parte delle parrocchie. E suggerisce, in tale realtà, di fare riferimento alla Dottrina sociale della Chiesa, strada maestra da percorrere “per dare concretezza al messaggio evangelico”, che invita a una profonda conversione”, che “richiede di mettere al centro la solidarietà verso chi è nel bisogno e di abbracciare uno stile di autentica sobrietà nelle scelte e negli atteggiamenti” e permette “di individuare vie nuove per vivere la carità”, quale espressione autentica della fede. Per il vicario generale della diocesi di Padova, di fronte alle preoccupazioni e alle fatiche di famiglie, anziani, lavoratori, imprenditori, artigiani ed esercenti che non riescono a pagare le bollette, dinanzi al timore delle conseguenze sul sistema produttivo e distributivo” e ai maggiori costi che pure le parrocchie devono affrontare, nel dubbio di non riuscire a mantenere alcuni servizi, può risultare utile “unire le forze per trovare vie nuove di collaborazione con le istituzioni, per attivare processi condivisi di solidarietà comunitaria”.

Cambiare abitudini e recuperare buone pratiche

Don Zatti suggerisce, anzitutto alle parrocchie, “di evitare ogni forma di spreco e di recuperare alcune buone pratiche di uso degli spazi e dei locali: dal razionamento dell’elettricità e del riscaldamento all’organizzazione efficiente degli spazi”. Invita, poi, ad educarsi “alla corresponsabilità che può richiedere qualche sacrificio o rinuncia rispetto alle abitudini ordinarie”. “Ci è richiesta la sapienza di tenere insieme l’esigenza della partecipazione dei fedeli alla vita della comunità” osserva il vicario generale, con riferimento, in particolare, alle celebrazioni liturgiche – per le quali va preservata la dignità e lo stile della festa – e al dovere di accoglienza e cura dei poveri. Non sprecare e usare bene le risorse di cui si dispone: questa la prima cosa da fare. Ma dall’attuale situazione può anche scaturire un’occasione di conversione e di crescita, e ciò responsabilizzandosi verso un uso più consapevole delle fonti energetiche, avendo un maggiore rispetto dell’ambiente e tornando a usi e costumi ispirati ai criteri del buon senso e della giusta misura. “Il mese missionario che stiamo vivendo chiede, inoltre, di non chiuderci nei nostri problemi e disagi – aggiunge don Zatti – ma di mantenere desta l’attenzione e la sensibilità verso popoli e Chiese che vivono in contesti di povertà molto più marcati del nostro”.

Come impegnarsi personalmente e in parrocchia

La proposta di preghiera della diocesi di Padova parte, invece, dai versetti degli Atti degli Apostoli che descrivono lo stile di vita e di condivisione della prima comunità cristiana. In aggiunta ci sono alcuni spunti tratti dalla Laudato si’ e un’orazione. Poi l’invito ad interrogarsi sulle proprie abitudini, sulla possibilità di ridurre i consumi, di adottare, personalmente e comunitariamente, uno stile di sobrietà e di essenzialità, di giungere a forme di condivisione, specialmente con chi si trova nell’indigenza, o a modalità per avvicinare quelle persone che, pur nel bisogno, non si rivolgono spontaneamente alla parrocchia o alla Caritas. Circa accorgimenti da adottare viene indicato l’uso con parsimonia di elettricità e mezzi di riscaldamento, la sostituzione di fonti di illuminazione obsolete con altre che permettano di risparmiare, la razionalizzazione dei tempi di accensione del riscaldamento. E nelle parrocchie l’ottimizzazione dei tempi e luoghi degli incontri e delle riunioni, la valorizzazione di spazi già riscaldati.

Azioni concrete in ascolto dei poveri

Infine, a chiusura della nota alle parrocchie, la diocesi di Padova, propone la lettura del testo “Emergenza energetica e conversione ecologica: un impegno per le comunità cristiane” di Matteo Mascia, coordinatore del Progetto Etica e Politiche Ambientali della Fondazione Lanza, impegnata sul fronte dell’etica ambientale. La riflessione ricorda quanto detto da Papa Francesco lo scorso 24 settembre ad Assisi, all’incontro con i giovani economisti ed imprenditori, sulla necessità di abbandonare le fonti di energia fossile e di una rapida transizione verso un sistema energetico rinnovabile che, afferma Mascia, la comunità cristiana è chiamata a sostenere e accompagnare con percorsi e azioni concrete in ascolto del grido dei poveri e della terra. “Le scelte in ambito energetico sono oggi una parte importante del percorso di conversione ecologica a cui ci richiama l’enciclica Laudato si’” scrive Mascia, che vede tale conversione ecologica anche in semplici gesti quotidiani, “comportamenti di consumo più attenti e mirati che riducono la dipendenza dalle fonti fossili e nello stesso tempo il costo della bolletta e l’inquinamento”. Ma è fondamentale l’impegno personale accompagnato da una conversione comunitaria.