Burkina Faso, vescovi ai militari: siano garantite sicurezza e giustizia

Vatican News

Anna Poce – Città del Vaticao

“Vogliamo ricordare che l’autorità politica è un servizio per il bene comune. Le nuove autorità prendano a cuore la necessità di organizzarsi adeguatamente per rispondere alle profonde aspirazioni del nostro popolo. Chiediamo loro di garantire la sicurezza, l’integrità fisica e la dignità delle persone arrestate”. Così nella dichiarazione della Conferenza episcopale di Burkina-Niger diffusa ieri, dopo l’incontro di mercoledì 26 gennaio con vari capi religiosi organizzato dalle attuali autorità militari al potere per spiegare le ragioni della loro azione. 

Lunedì 24 gennaio – lo ricordiamo –  più decine di soldati ribelli hanno annunciato ai media l’arresto del presidente Roch Marc Christian Kaboré, dopo due giorni di manifestazioni e scontri nella capitale del Paese dell’Africa occidentale. I militari hanno assunto il controllo e messo fine alla presidenza di Kaboré per riportare la sicurezza nel Paese, accontentando le richieste di una popolazione critica verso il governo, perché incapace di combattere la violenza jihadista dilagante da anni e di gestire la crisi umanitaria che ne è derivata.La giunta militare ha riferito ai mezzi di comunicazione che il colpo di Stato è avvenuto “senza alcuna violenza fisica contro gli arrestati che sono tenuti in un luogo sicuro, nel rispetto della loro dignità”. Il nuovo regime ha sospeso la Costituzione e sciolto l’Assemblea nazionale. Ora starebbe lavorando per stabilire il calendario delle nuove elezioni.