Brasile, l’appello del vescovo di Manaus: vaccinazione, “unica via d’uscita”

Vatican News

Isabella Piro – Città del Vaticano

Resta drammatica la situazione a Manaus, in Brasile: tra gennaio e febbraio, ovvero con la così detta “seconda ondata”, la pandemia da Covid-19 ha provocato 3.572 decessi, con un grave aumento rispetto ai 3.380 morti registrati nel corso di tutto il 2020. Numeri che rendono il tasso di mortalità della capitale dell’Amazonas cinque volte superiore alla media delle altre 26 capitali del Paese. Un bilancio sui cui pesa molto il collasso delle strutture sanitarie locali, in particolare la mancanza di ossigeno negli ospedali, e la mala gestione della campagna di vaccinazione. Gran parte della popolazione, infatti, non riesce a raggiungere i Centri di somministrazione dell’antidoto a causa di difficoltà logistiche, mentre altri rifiutano di farsi vaccinare, perché influenzati da alcuni politici che mettono in dubbio la reale efficacia del trattamento sanitario.

L’appello di monsignor Steiner

Di fronte a tutto questo, l’arcivescovo di Manaus, monsignor Leonardo Steiner, nella sua omelia per la prima domenica di Quaresima, ha esortato tutti i fedeli alla vaccinazione, ribadendo che “il vaccino è l’unica via d’uscita che abbiamo per superare questo momento”. “Non dobbiamo pensare che sia tutto finito – ha aggiunto – perché la situazione è ancora grave”.

“Se non ci prendiamo cura gli uni degli altri – ha ribadito il presule – finiremo per avere anche una terza ondata pandemica, che sarebbe estremamente difficile e grave per tutti”. Di qui, l’invito rivolto ai fedeli a “collaborare ed a cercare, alla prima occasione possibile, di farsi vaccinare”. Dal presule anche un commento amaro sulla “scarsa organizzazione” con il cui governo locale ha avviato la campagna vaccinale, così come il richiamo alla necessità di “tornare ad una convivenza più pacifica”, affinché si possa tornare anche alle celebrazioni comunitarie in chiesa. Di fronte all’aumento dei contagi, infatti, l’Arcidiocesi di Manaus ha sospeso le Messe e tutti gli incontri pastorali in presenza dal 5 gennaio fino al 12 marzo compreso.

Nell’omelia del presule, inoltre, centrale l’appello alla conversione ed al dialogo, evitando “il rumore assordante della violenza verbale e fisica, dell’ideologia che cerca di distruggere la convivenza, della religiosità che tradisce l’essenza della fede e ci allontana da Dio e dai nostri fratelli”. “Il tempo della pandemia è un tempo di deserto, ma anche dello Spirito – ha concluso Monsignor Steiner – Essa ci può indicare una trasformazione, una purificazione nella nostra vocazione e missione cristiana”.